Il Papa a Lampedusa: ‘L’Europa è chiamata ad una responsabilità epocale’ – Vaticano News – Ansa.it

Il Papa a Lampedusa: ‘L’Europa è chiamata ad una responsabilità epocale’ – Vaticano News – Ansa.it


Alle 8:54 l’aereo con a bordo Papa Leone XIV è atterrato a Lampedusa.  Al suo arrivo, il Papa è stato accolto da mons. Alessandro Damiano, arcivescovo Metropolita di Agrigento; da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia; da Salvatore Caccamo, Prefetto di Agrigento; da Filippo Mannino, Sindaco di Lampedusa; e da Giuseppe Pendolino, Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Quindi, Leone XIV si trasferisce in auto al Cimitero di Lampedusa per un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti.

Omaggio floreale e sosta di preghiera per papa Leone sulle tombe dei migranti morti in mare nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. A segnare le loro sepolture, delle croci ricavate dal legno delle barche naufragate. Ora il Papa si trasferisce alla Porta d’Europa, scultura altamente simbolica, dove incontra brevemente una famiglia di migranti.

Seconda simbolica sosta dopo il cimitero per papa Leone a Lampedusa: Prevost si è recato alla Porta d’Europa, monumento in ceramica e ferro, simbolo di ingresso dei migranti nel Vecchio continente. Qui il Papa sta salutando proprio una famiglia di migranti, ma soprattutto in modo altamente simbolico sta attraversando la porta, poggiando la mano sulla parte destra e guardando il mare dove proprio in questo momento una nave militare si scorge sul fondo. Il Papa ha quindi superato la porta. E ancora è sceso sulla scogliera da solo, il vento sposta la veste del Papa e la papalina è volata via. Il Papa si è fermato a lungo, da solo, scrutando il mare. Un invito implicito a vedere il Mediterraneo come opportunità e non solo come ‘tomba’.

Ancora gesti per Papa Leone a Lampedusa: Prevost ha scoperto e benedetto la targa intitolata a papa Francesco sul Molo Favarolo che da oggi si chiamerà molo Francesco. Quindi si è diretto verso un gruppo di 15 migranti portati dall’hotspot gestito dalla Croce Rossa e posizionato nel centro dell’isola, a cui ha stretto la mano uno per uno.

Giro del Papa in Papamobile per le strade di Lampedusa prima di celebrare la messa. I lampedusani e la folla di fedeli hanno seguito fino ad ora le varie tappe, dal cimitero alla porta d’Europa, dai maxi-schermi. Il Papa percorre con la giardinetta tutto il perimetro del campo sportivo di Lampedusa dove sono radunati qualche migliaia di fedeli. Prevost come di consueto, compie piccole soste per benedire i bambini.

“Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Gesù che spezza il pane per donare sé stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. Sì, questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti”. Lo dice il Papa nel suo primo discorso a Lampedusa, rivolgendo parole di saluto al sindaco e alla popolazione. “Ringrazio il Signor sindaco per il saluto che mi ha rivolto a nome del Comune di Lampedusa e Linosa, e ringrazio tutti voi per la vostra accoglienza! – ha esordito -Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a Papa Francesco è segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti: il Papa vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”.

“Da questo estremo lembo d’Europa nel Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. L’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo” per “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti” e “nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare”. Così il Papa.

136 in hotspot, l’ultimo sbarco a Lampedusa ieri sera

Sono 136 i migranti presenti all’hotspot di contrada Imbriacola. Mentre Lampedusa è in frenetica attesa per l’arrivo di papa Leone XIV, nella struttura di primissima accoglienza la Croce Rossa italiana sta preparando il piccolo gruppo di migranti, giunti nelle scorse ore a Lampedusa, che incontrerà il pontefice su molo Favarolo. Nella struttura d’accoglienza anche 51 minori non accompagnati. L’ultimo approdo di migranti sulla maggiore delle isole Pelagie è avvenuto ieri sera: la motovedetta Cp 319 della guardia costiera ha soccorso un barchino con a bordo 17 persone, fra loro anche 5 donne e 3 minori. Il gruppo composto da eritrei, somali e sudanesi ha riferito d’essere partito da Tripoli, in Libia.

Giro in Papamobile per Leone a Lampedusa

“L’hotspot è un luogo invisibilizzato posizionato in fondo alla contrada per renderlo invisibile, qui avvengono le nuove procedure di screening, le persone sbarcate sono costrette a sottoporsi a interrogatori da vari attori, in primis l’agenzia Frontex, luogo, dalla nostra prospettiva, di detenzione da cui potrebbero uscire ma sono invece costrette a rimanere per l’espletamento delle procedure di frontiera”. Lo dicono gli attivisti per i diritti umani presenti a Lampedusa in occasione della visita di papa Leone. “Il Molo Favarolo è un’area militare negli ultimi tempi – aggiungono – a seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Patto europeo per le migrazioni, è una zona sempre più militarizzata dagli agenti di Frontex che sottopongono le persone appena sbarcate dopo viaggi molto difficili ai primi interrogatori, si chiedono informazioni sulla persona sul viaggio e la cosa che a noi preoccupa molto è che vengono fatti anche a minorenni, prima non era lecita questa procedura, ora a quanto pare con il nuovo Patto anche minorenni, ci preme denunciare che non c’è nessun interesse nei confronti della dignità umana, di persone che hanno subito torture, violenze, non c’è umanità e dignità in queste pratiche”.

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