Il Papa: ‘Basta attacchi in Libano, la lotta armata non aiuta’ – Vaticano News – Ansa.it

Il Papa: ‘Basta attacchi in Libano, la lotta armata non aiuta’ – Vaticano News – Ansa.it


 Il Papa, prima di lasciare il Libano, ha lanciato “un accorato appello: cessino gli attacchi e le ostilità. Nessuno creda più che la lotta armata porti qualche beneficio. Le armi uccidono, la trattativa, la mediazione e il dialogo edificano. Scegliamo tutti la pace come via, non soltanto come meta”, ha detto nella cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Beirut. Ha fatto poi cenno ai luoghi non visitati del Paese, “Tripoli e il nord, la Beqa’ e il sud del Paese, che, in modo particolare, vive una situazione di conflitto e di incertezza. A tutti il mio abbraccio e il mio augurio di pace”.
Parole decise e chiare pronunciate come ultimo abbraccio al Paese, che richiamano, anche se il Papa non li cita esplicitamente, gli attacchi di Israele sofferti dal Paese e la risposta del braccio armato di Hezbollah. Servono invece “nuovi approcci” in tutto il Medio Oriente perché “la via della reciproca ostilità e distruzione nell’orrore della guerra è stata percorsa troppo a lungo, con i deplorevoli risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.
Si chiude con queste parole la breve ma intensa visita in Libano, tutta all’insegna del dialogo e della pace, il problema centrale in questo momento per il Paese, gravato anche da incertezze politiche ed economiche.
Leone aveva cominciato la visita all’ospedale della Croix, retto da suore francescane, che cura circa ottocento pazienti, anche con problemi psichiatrici. Persone normalmente abbandonate dalle famiglie che non riescono a farsi carico delle loro cure.
Si commuove suor Marie Makhlouf nell’accoglierlo.

Video Il Papa prega al porto di Beirut, teatro della disastrosa esplosione del 2020

 

 E si commuovono anche i parenti delle vittime dell’esplosione al porto di Beirut, con in mano le fotografie dei loro cari scomparsi in quel 4 agosto 2020. Oltre duecento morti, migliaia di feriti, oltre 300mila sfollati e un disastro economico del quale ancora oggi il Libano paga le conseguenze. Leone sceglie sul luogo, così carico di dolore, di pregare in silenzio e deporre una corona di fiori. Ma poi, prima di lasciare il Paese, parla di questo momento e chiede di fare giustizia. Alle autorità che lo hanno accompagnato all’aeroporto prima della partenza dice: “Mi ha toccato il cuore la breve visita al porto di Beirut, dove l’esplosione ha devastato non soltanto un luogo, ma tante vite. Ho pregato per tutte le vittime e porto con me il dolore e la sete di verità e di giustizia di tante famiglie, di un intero Paese”. 

   

Video Il Papa a Jal el Dib, la visita all’ospedale ‘De la Croix’

 L’ultimo bagno di folla è la messa al Beirut Waterfront.
Centocinquantamila, secondo la stima delle autorità locali, i fedeli arrivati da tutto il Libano per ringraziare il Papa arrivato per puntare i riflettori non solo sulle sofferenze del Paese ma soprattutto sui tanti “costruttori di pace”, che nonostante tutto lavorano per immaginare un futuro diverso.
“Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità, sii profezia di pace per tutto il Levante”, è l’ultimo appello del Papa al piccolo Paese nel travagliato Medio Oriente. 

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