“La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche. L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa a San Pietro che di fatto ha aperto il Concistoro straordinario. La prima sessione di lavori con i cardinali è dedicata proprio alla situazione internazionale.
Il Papa ha detto: “Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa. Ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre società. Per questo il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella la missione della Chiesa in ogni contesto. L’enciclica Magnifica Humanitas ci offre alcune chiavi preziose per leggere questo tempo” e una enciclica continua “il suo cammino quando viene accolta, interpretata e incarnata nella vita concreta delle Chiese”. Nel corso dei lavori verrà dunque approfondito questo documento “interrogandosi sul contributo che la Chiesa può offrire alla costruzione del bene comune. Viviamo in un tempo nel quale cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari. La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda – ha detto Papa Leone – che il bene comune non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilità condivise”. Nel corso della due-giorni del Concistoro i cardinali parleranno anche del cammino di attuazione del Sinodo. “Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, la sinodalità indica un modo di procedere: ascoltare, discernere e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida. La sinodalità non è anzitutto un insieme di procedure; come ho avuto modo di dire più volte, la sinodalità è un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere”, ha concluso il Pontefice.
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