Il passaporto statunitense è sceso dalla classifica dei 10 più “potenti” al mondo per la prima volta nei 20 anni di storia di un indice chiave. Il calo di “potere” del passaporto Usa dal suo primo posto nel 2014 “segnala un cambiamento fondamentale nella mobilità globale e nelle dinamiche di soft power”, secondo Christian Kaelin, presidente di Henley & Partners e creatore dell’Henley Passport Index, pubblicato questa settimana.
L’Italia, il cui passaporto dà accesso a 188 Paesi senza necessità di visto, compare al quarto posto ex aequo con altri Paesi in una classifica che vede al primo posto Singapore (193 Paesi), seguito da Corea del sud (190) e Giappone (189). Gli Usa sono scivolati al 12/posto. “Le nazioni che abbracciano l’apertura e la cooperazione stanno facendo passi da gigante, mentre quelle che si aggrappano ai privilegi del passato vengono lasciate indietro”, ha aggiunto Kaelin.
Questo calo per gli Usa si verifica nel contesto di una stretta sull’immigrazione da parte dell’amministrazione del presidente Trump, che ha visto il Dipartimento di Stato annunciare l’avvio di una revisione della documentazione di oltre 55 milioni di titolari di visti statunitensi per potenziali violazioni. Il rapporto di Henley cita la politica dell’amministrazione Usa come uno dei fattori che hanno contribuito al crollo nella classifica, basata sui dati dell’International Air Transport Association per esaminare i viaggi senza visto. Gli Stati Uniti, scesi al decimo posto a luglio dopo essere scesi al settimo lo scorso anno, si sono piazzati ora a pari merito con la Malesia al dodicesimo posto, con accesso senza visto a 180 destinazioni.
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