Quattro anni di cammino accidentato, la svolta durante la seconda assemblea sinodale e infine la terza che ha votato oggi a larga maggioranza il documento di sintesi: spazio alle donne, ma con uno scarso gradimento alla proposta di promuovere il diaconato femminile; e una maggiore apertura verso il mondo Lgbtq+ che spinge persino, a chiedere alla Cei di appoggiare quelle manifestazioni della società civile contro l’omo e la transfobia, sono le due maggiori novità del testo.
E’ il risultato di un processo iniziato per volere di papa Francesco e conclusosi quando il pontificato di Leone ha superato i suoi primi sei mesi di vita. Il testo diventa ora riferimento per orientamenti e delibere della Chiesa italiana.
Giovani, laici, questione degli abusi, iniziative per la pace e per la promozione del disarmo, rinnovamento dello stile ecclesiale e missionario. Tanti sono i temi confluiti nel documento che ha ricevuto, nel complesso, 781 “placet” su 809 votanti. Il titolo licenziato è “Lievito di pace e di speranza”.
Frutto del lavoro di vescovi, delegati delle diocesi e invitati, il testo è stato abbondantemente emendato nel corso della seconda Assemblea sinodale, attraverso un rinnovato lavoro della Presidenza, del Comitato del Cammino sinodale, del Consiglio permanente, degli Organismi della Cei e delle Regioni ecclesiastiche.
Scorrendo le oltre 70 pagine del documento balza agli occhi l’apertura significativa verso il mondo Lgbtq+. Tra le proposte approvate: “Che le Chiese locali, superando l’atteggiamento discriminatorio a volte diffuso negli ambienti ecclesiali e nella società, si impegnino a promuovere il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender, così come dei loro genitori; che la Cei sostenga con la preghiera e la riflessione le ‘Giornate’ promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.)”.
Il ruolo delle donne è l’altro ambito che caratterizza maggiormente il documento. Tuttavia, il singolo paragrafo relativo alla promozione del diaconato delle donne è quello che ha ricevuto meno voti favorevoli. Il paragrafo recita così: “Che la Cei sostenga e promuova progetti di ricerca di Facoltà teologiche e associazioni teologiche per offrire un contributo all’approfondimento delle questioni relative al diaconato delle donne avviato dalla Santa Sede”. I voti favorevoli sono stati 625, 188 quelli contrari.
Non altissimo il consenso nemmeno sulla proposta circa l’ascolto delle persone ferite o escluse che ha raccolto 672 voti favorevoli su 826 (81,35%), con 154 contrari.
“Una volta che oggi questa Assemblea sinodale ha congedato il testo con il suo voto – ha commentato il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi -, è ora compito dei pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole. Collegialità e sinodalità. La prossima Assemblea Generale della Cei avrà proprio la discussione su questo documento come tema portante”. “Davvero – aggiunge – possiamo dire che la logica del ‘si è sempre fatto così’ non ha avuto la meglio”.
Zuppi ringrazia “quanti con resilienza si sono sobbarcati la fatica di rimettere mano al testo e di tessere faticosamente, le bellissime trame della comunione. Se il Cammino sinodale oggi è terminato – conclude -, ci accompagnerà lo stile sinodale”.
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