I 27 leader europei si ritroveranno mercoledì a Copenaghen per un vertice informale – ospitato dalla presidenza di turno danese – dedicato alla Difesa e all’Ucraina, due temi sempre più intrecciati; il giorno dopo, invece, sarà la volta della Comunità Politica Europea, il summit che alza lo sguardo e va oltre gli orizzonti dell’Ue.
La cornice è tesa e nella capitale danese l’allerta è massima, visti i numerosi incidenti coi droni non identificati degli ultimi giorni. “Non escludiamo che vi sia un collegamento con questi appuntamenti, considerando pure cosa ci sarà sul tavolo dei leader”, confida una fonte europea – ad esempio l’uso degli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina con un maxi assegno da 140 miliardi. Il tema – spinoso, con diversi addentellati finanziari e legali – sarà al centro della discussione, con l’idea di trovare una quadra in vista del Consiglio Europeo ordinario di ottobre.
Mercoledì ci si aspetta un confronto “politico”, senza entrare troppo nei dettagli, che verranno esplicitati nei tavoli tecnici. Con l’obiettivo, ovviamente, di arrivare ad un “solido impianto giuridico” in modo da placare i dubbi delle capitali più caute nonché della Banca Centrale Europea, preoccupata sui possibili contraccolpi all’euro. La svolta del cancelliere tedesco Friederich Merz viene vista come cruciale. Ma, in generale, si è ormai fatta largo la consapevolezza che la pace in Ucraina non arriverà nemmeno quest’anno e le casse per sostenere Kiev si fanno sempre più vuote.
“E’ chiaro che, se verrà adottata, questa sarà il contributo finanziario dell’Europa all’Ucraina per i prossimi anni a venire”, assicura un alto funzionario Ue. E cioè far pagare la Russia. Il giochino dei droni potrebbe dunque rientrare nella strategia di “pressione psicologica” di Mosca e almeno una capitale si dice “certa” che lo scopo sia proprio questo.
Svezia e Francia hanno approvato allora l’invio in Danimarca di forze speciali anti-drone che affiancheranno le autorità locali in vista del vertice europeo (da oggi fino al 3 ottobre c’è un divieto totale di utilizzare qualunque drone).
Copenaghen ha poi deciso di richiamare i riservisti. Oltre all’Ucraina, d’altronde, al vertice si discuterà del rafforzamento della Difesa comunitaria, con una prima discussione sui progetti comuni da portare avanti – ad esempio il muro anti-drone, definito “prioritario” – in attesa della roadmap prossima ventura della Commissione: l’idea è quella di dare le ultime linee guida dato che il documento arriverà prima del prossimo vertice di ottobre.
L’esecutivo Ue ha intenzione di mettere il turbo con una serie di tappe e appuntamenti annuali per incoraggiare gli Stati membri – ma sarebbe meglio dire obbligare – a collaborare e costruire, nella pratica, quei grandi progetti realizzabili solo con l’economia di scala (come ad esempio lo scudo missilistico). Gli Stati non sempre sono entusiasti. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, esorta allora a “gestire le aspettative” poiché, a suo dire, il muro dei droni avrebbe almeno “4 anni di tempo” per diventare realtà e ci sono altri modi per gestire la sfida.
Non a caso il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha messo in agenda l’ipotesi di rafforzare il coordinamento tra i 27 aumentando il peso dei ministri della Difesa – sinora largamente esclusi dagli appuntamenti politici comunitari poiché di stretta competenza nazionale o Nato – all’interno del Consiglio Ue.
Probabilmente con vertici ad hoc. “La postura di difesa dell’Europa e le sue capacità devono essere pronte per i campi di battaglia di domani”, si legge infatti nel paper pre-summit inviato ai leader da palazzo Berlaymont. “Deve agire come un attore indipendente e assumersi la responsabilità per la sua difesa e sicurezza”. Non è ciò per cui è stata costruita l’Unione Europea: eppure l’esigenza spinge Bruxelles a ritagliarsi un ruolo più centrale.
Fonti Ue, ‘non escluso che droni siano legati al vertice’
“Non è escluso” che le interferenze causate dai droni non identificati nello spazio aereo danese siano collegati all’organizzazione del Consiglio Europeo informale di mercoledì prossimo e al vertice della Comunità Politica Europea di giovedì, entrambi organizzati a Copenaghen.
Lo afferma un’alta fonte europea, precisando che potrebbe essere un’operazione di “pressione mentale” della Russia, visto cosa i leader europei discuteranno (ovvero il rafforzamento della difesa comune e l’uso degli asset russi congelati per sostenere l’Ucraina). A ogni modo, c’è piena fiducia nelle autorità danesi per la gestione della sicurezza.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
