Il Wsj rivela una lettera oscena di Trump a Epstein. Il presidente: ‘E’ un fake’ – Nord America – Ansa.it

Il Wsj rivela una lettera oscena di Trump a Epstein. Il presidente: ‘E’ un fake’ – Nord America – Ansa.it


Il Wall Street Journal rivela l’esistenza di un album con lettere scritte al defunto finanziere pedofilo Jeffrey Epstein per il suo 50/o compleanno da vari amici, tra cui una attribuita a Trump, oscena come le altre. La missiva contiene diverse righe di testo dattiloscritto incorniciate dalla sagoma di una donna nuda, che sembra disegnata a mano con un pennarello spesso. Un paio di piccoli archi indicano il seno della donna, mentre la firma del futuro presidente è una sinuosa scritta “Donald” sotto la vita, a evocare i peli pubici. Questa la chiusa: “buon compleanno e che ogni giorno possa essere un altro meraviglioso segreto”.

   All’interno del contorno della donna nuda c’era un biglietto dattiloscritto che simulava una conversazione immaginaria tra Trump ed Epstein, scritta in terza persona. “Voce fuori campo: Nella vita ci deve essere qualcosa di più che avere tutto”, iniziava il messaggio. Donald: Sì, c’è, ma non ti dirò di cosa si tratta. Jeffrey: Nemmeno io, perché so di cosa si tratta. Donald: Abbiamo alcune cose in comune, Jeffrey. Jeffrey: A pensarci bene, sì. Donald: Gli enigmi non invecchiano mai, l’hai notato? Jeffrey: In effetti, lo era così chiaro per me l’ultima volta che ti ho visto. Trump: avere un amico è una cosa meravigliosa. Buon compleanno e che ogni giorno possa essere un altro meraviglioso segreto. L’album rilegato in pelle fu messo insieme come regalo speciale nel 2003 da Ghislaine Maxwell, poi condannata a 20 anni come complice di Epstein nel traffico sessuale di minorenni. Tra i mittenti delle lettere figurano il miliardario Leslie Wexner, l’avvocato Alan Dershowitz (che lo difese dopo il primo arresto nel 2006), un economista di Harvard ora deceduto. Secondo le persone che hanno esaminato le pagine dell’album, si tratta di documenti esaminati dai funzionari del Dipartimento di Giustizia che hanno indagato su Epstein e Maxwell anni fa. Non è chiaro se alcune di queste pagine facciano parte della recente revisione dell’amministrazione Trump, che ha chiuso il caso tra le polemiche. L’esistenza dell’album e il contenuto delle lettere di compleanno non erano stati precedentemente resi noti.

   Donald Trump ha annunciato su Truth che farà causa al Wall Street Journal, alla società editrice News Corp e al suo proprietario Rupert Murdoch dopo che il quotidiano finanziario ha pubblicato la notizia di una sua presunta lettera oscena per i 50 anni del defunto pedofilo Jeffrey Epstein nonostante li avesse avvisati che era un “falso” minacciando un’azione legale. Il Wall Street, scrive, “si è davvero rivelato essere un ‘giornalaccio disgustoso e lurido’ e, scrivendo menzogne diffamatorie come questa, dimostra la sua disperazione nel cercare di restare rilevante”.

   “Il Wall Street Journal e Rupert Murdoch, personalmente, sono stati avvertiti direttamente dal Presidente Donald J. Trump – scrive su Truth – che la presunta lettera da loro pubblicata del presidente Trump a Epstein era un falso e che, se l’avessero pubblicata, sarebbero stati citati in giudizio. Il signor Murdoch ha dichiarato che se ne sarebbe occupato, ma, ovviamente, non ha avuto il potere di farlo. La direttrice del Wall Street Journal, Emma Tucker, è stata informata direttamente da Karoline Leavitt (la portavoce della Casa Bianca, ndr) e dal presidente Trump che la lettera era un falso, ma Emma Tucker non ha voluto sentirlo. Invece, stanno comunque diffondendo una storia falsa, maligna e diffamatoria”. “Il presidente Trump – continua in terza persona – farà causa al Wall Street Journal, a NewsCorp e al signor Murdoch a breve. La stampa deve imparare a essere sincera e a non basarsi su fonti che probabilmente non esistono nemmeno. Il presidente Trump ha già sconfitto George Stephanopoulos/Abs, 60 Minutes/Cbs e altri, e non vede l’ora di fare causa e chiamare a rispondere il Wall Street Journal, un tempo un grande giornale….”. “Se ci fosse stata una qualsiasi verità sulla bufala di Epstein, per quanto riguarda il presidente Trump, questa informazione sarebbe stata rivelata da Comey, Brennan, la corrotta Hillary e altri lunatici della sinistra radicale anni fa. Di certo non sarebbe rimasta in un archivio in attesa che ‘Trump’ vincesse tre elezioni”, prosegue ribadendo quindi la falsa tesi delle elezioni rubate nel 2020. “Questo è l’ennesimo esempio di fake news!”, conclude.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link