“In carcere troppo disagio, almeno nel Giubileo si spalanchino alternative” – Notizie – Ansa.it

“In carcere troppo disagio, almeno nel Giubileo si spalanchino alternative” – Notizie – Ansa.it


“Ho appreso della morte di una donna nel carcere di Rebibbia proprio mentre con diversi magistrati avevamo iniziato un convegno sulle carceri, abbiamo osservato un minuto di silenzio anche per una riflessione; questa è una notizia veramente triste che ci porta però ancora una volta a verificare qual è lo stato di disagio, sofferenza, mancanza di dignità in cui vivono i detenuti”. Lo dice all’ANSA mons. Rino Fisichella, delegato dell’Anno Santo. “Almeno in questo anno giubilare – si appella – si possano spalancare prospettive che portino a quello che papa Francesco chiedeva all’inizio del Giubileo, forme di amnistia e di liberazione”.

Una detenuta di 59 anni è morta per overdose nel carcere Rebibbia femminile a Roma e un’altra è stata ricoverata in ospedale. Lo rende noto il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo. “Siamo all’ennesimo caso di diffusione di stupefacenti – dice in una nota – che solo negli ultimi mesi dell’anno registra due morti a San Vittore-Milano e tre ricoverati in gravi condizioni, sempre a Rebibbia reparto maschile un decesso, uno a Sassari, uno a Gorizia, uno a Reggio Emilia e uno a Firenze”.
“Nel corso dell’anno – aggiunge – i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di ‘Blu Punisher’ e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l’orudis 200, il contramal, lo stinox, il lentomil – che vengono date per terapia – per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare”.
“Noi da tempo abbiamo messo in guardia sul nuovo corso della Mafia 2.0 che non è certo possibile contrastare – aggiunge il sindacalista – con l’assunzione di poche decine di agenti penitenziari”.

Garante Lazio Anastasia: “Giubileo dei detenuti comincia nel peggiore dei modi con 3 morti”

“Il Giubileo dei detenuti inizia nel peggiore dei modi, con notizie di morte e disperazione. Oltre alla detenuta morta questa notte, ieri c’è stato un caso di suicidio nel carcere di Viterbo e c’è stato il decesso di un detenuto a lungo in coma e in terapia intensiva per un caso di violenza tra detenuti all’interno del carcere di Rebibbia. È una successione di morte che segna queste giornate dedicate ai detenuti”.
Lo ha detto il Garante dei Detenuti del Lazio, Stefano Anastasia spiegando che la detenuta morta la scorsa notte “aveva importanti problemi di salute, era seguita dai sanitari. Come si sa, non è il carcere il luogo per dare le cure necessarie”.
“Un impegno importante di Papa Francesco, di Papa Leone, della Chiesa tutta che però – ha sottolineato – non riesce ad avere una eco nella realtà concreta delle carceri italiane. Al momento nella sezione femminile di Rebibbia ci sono 370 detenute su 249 posti disponibili: la situazione pesa, non solo per gli spazi ma anche – ha concluso – per le attenzioni che il sistema può dare alle persone detenute”.

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