Slitta ancora, a quanto si apprende, l’approvazione del decreto Bollette. Il Consiglio dei ministri ha infatti rinviato l’esame del provvedimento con “disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese”, come era già accaduto in occasione dell’ultima riunione, il 28 ottobre. A quanto viene riferito, la decisione di rinviare l’esame sarebbe legata a dubbi sollevati dalla Ragioneria su una parte della misura.
Il nuovo testo del Decreto Bollette è stato illustrato e incardinato in Consiglio dei ministri dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il testo del provvedimento per il Mase è definitivo, e sarà votato nel prossimo Cdm, lunedì 9. Lo si apprende da fonti del ministero.
Il governo, a quanto si apprende, ha deciso anche di impugnare la legge sul fine vita del Veneto, prima Regione amministrata dal centrodestra (il governatore è il leghista Alberto Stefani) a dare il via libera a “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”.
Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, a quanto si apprende, non ha partecipato né alla discussione né alla votazione. Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è invece espresso contro l’impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore.
A quanto si apprende, nel corso del dibattito in Consiglio dei ministri, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento. Per Forza Italia, infatti, una materia tanto delicata deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.
“Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita. È una prerogativa costituzionale del governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità. Come d’altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiamo partecipato al voto. Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato”, commenta il presidente del Consiglio regionale del veneto Luca Zaia.
“La legge votata dal Consiglio regionale del Veneto è sostanzialmente diversa da quelle approvate in altre regioni e oggetto di richieste di modifiche da parte della Corte costituzionale. Gli emendamenti approvati nel senso del favor vitae lo dimostrano. Per questo, dal punto di vista giuridico, sono convinto che supererà il vaglio della Consulta”, afferma in una nota il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.
Il governo ha scelto inoltre Giulio Centemero, deputato e capogruppo della Lega in commissione Finanze alla Camera, come nuovo componente della Consob. L’avvio della nomina è stato ha deliberato, a quanto si apprende, dal Consiglio dei ministri.
Sul tavolo del governo c’è anche un altro decreto legge, con misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione.
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