In Colombia è corsa contro il tempo per trovare persone vive sotto le macerie: nelle città di Pereira, Cali e Manizales, le squadre di soccorso, coadiuvate anche da cittadini comuni, stanno facendo di tutto per smuovere i detriti e salvare vite.
E’ noto che le 72 ore successive alla scossa sono quelle cruciali per trovare sopravvissuti alla tragedia. A Cali i soccorritori hanno salvato una madre e il figlio neonato, rimasti intrappolati dal crollo di in un edificio di cinque piani. Un barlume di speranza in mezzo a una tragedia dai contorni sempre più drammatici. All’indomani del terribile terremoto che ha sconvolto la zona andina del Paese, il bilancio delle vittime accertate sale infatti di ora in ora: in serata sono quasi 250, molte centinaia i feriti. Un numero tragicamente ancora provvisorio, tenuto conto che circa quattromila persone risultano ancora disperse. Mentre non cessa la paura – un centinaio sono state le scosse di assestamento – familiari e amici continuano a cercare affannosamente, con l’aiuto dei media e dei social network, i propri cari di cui non hanno più notizie.
E cresce l’angoscia che il conto finale possa avvicinarsi alla stima di mille morti elaborata nelle scorse ora dal sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo la stessa agenzia, le perdite economiche provocate dal sisma di ieri mattina sono valutate tra cento milioni di dollari e un miliardo di dollari. Gli Stati Uniti hanno già annunciato un primo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari. Ma ora la priorità è coordinare i soccorsi: il neo presidente Abelardo de la Espriella ha deciso di lasciare Cali, dove ha trascorso la notte, per recarsi nella Regione del Caffè, così è chiamata l’area più colpita dal sisma. “Sono in viaggio verso quella zona per continuare a guidare la risposta all’emergenza e unire le forze per affrontare i danni causati dal terremoto di ieri. Il mio impegno è verso ognuna delle famiglie colpite. Rimaniamo sul territorio, al lavoro per la nostra gente”, ha annunciato su X. Quindi, a Pereira, occhiali scuri, cappellino da baseball in testa, circondato da militari, ha prima ringraziato i soccorritori. Quindi ha annunciato un piano di aiuti immediati per chi ha perso tutto nel sisma, del tutto consapevole della gravità della situazione.
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Sono tantissimi, infatti, oltre 1.500 gli edifici lesionati, e centinaia quelli crollati. Gravemente danneggiate anche le comunicazioni: il ministero delle Tecnologie e dell’informazione ha riferito che la rete di telefonia mobile registra un livello di inoperatività del 46,1% nei sette dipartimenti più colpiti dal terremoto. Ben 3.403 delle 7.379 stazioni base analizzate risultano fuori servizio. La situazione è talmente grave che il governo sta pensando di creare un ente specializzato per avviare la ricostruzione. Le immagini dei crolli, della gente in preda al panico che corre in cerca di riparo durante la scossa, da ore fanno il giro del mondo provocando profonda emozione al livello globale. Il Papa stesso, si è detto “profondamente addolorato” per il tragico terremoto, “che ha causato morti e numerosi feriti, nonché gravi danni materiali, anche a molte chiese”. Il presidente cinese, Xi Jinping ha espresso le sue “più sentite condoglianze alle vittime”. Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “addolorato” per il terremoto. “Le Nazioni Unite sono in stretto contatto con le autorità colombiane e stanno sostenendo la risposta coordinata dal governo, come richiesto”, ha detto un portavoce del Palazzo di vetro. Infine, la pop star Shakira, probabilmente la colombiana più famosa al mondo, ha espresso grande vicinanza alla sua gente. “In momenti come questi – ha scritto su X – noi colombiani sappiamo come unirci e sostenerci a vicenda. Tutta la mia forza e il mio amore sono per la mia patria. Abbracciamoci forte”.
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