Un piano operativo regionale per il contenimento dei tempi per ottenere visite specialistiche ambulatoriali, con una attenzione particolare alle richieste con priorità breve (quello che dovrebbero essere espletate entro dieci giorni) ma anche obbligo di agende sempre aperte, monitoraggio dell’attività privata intramoenia e anche all’appropriatezza delle prescrizioni: sono alcuni degli elementi degli Indirizzi di programmazione del sistema sanitario e sociosanitario lombardo per il 2026′ approvati dalla giunta della Lombardia.
“Con questi indirizzi – ha sottolineato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – Regione Lombardia definisce una visione chiara e integrata del sistema sanitario per il 2026: una sanità più accessibile e vicina ai cittadini, capace di ridurre le liste d’attesa, rafforzare il territorio, valorizzare i professionisti e investire in innovazione e prevenzione, coniugando equilibrio economico e qualità delle cure. È un atto di programmazione che mette al centro la persona e rafforza la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini in un’ottica lungimirante”.
Per quanto riguarda la prevenzione per il 2026 sono previste innovazioni negli screening oncologici, l’introduzione dell’IA, interventi su obesità e promozione della salute. E per i pazienti cronici e fragili è garantita per tutto l’anno dalle Asst la continuità del percorso assistenziale per i pazienti già presi in carico, fino al passaggio effettivo della gestione ai MAP (Medico di assistenza Primaria)/PLS (Pediatri di Libera scelta).
A sostegno di queste attività, la Regione stanzia fino a 42 milioni di euro per il finanziamento delle prestazioni erogate a favore dei pazienti fragili, mentre 20 milioni sono lo stanziamento per la ricerca clinico sanitaria assistenziale. Il rafforzamento delle reti cliniche e organizzative, a partire dalla Rete Oncologica Lombarda, con interventi mirati sui principali patologie tumorali, il consolidamento delle Pancreas Unit e la verifica degli standard delle Breast Unit è uno degli altri elementi del testo che prevede inoltre il rafforzamento del polo territoriale, con lo sviluppo di Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, il potenziamento delle cure domiciliari e una maggiore integrazione sociosanitaria.
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