Sono state 426 le persone che nel 2024 sono morte in Spagna dopo aver richiesto la prestazione di aiuto a morire, prevista dall’entrata in vigore della legge sull’eutanasia nel 2021. E’ quanto emerge dal rapporto annuale relativo al 2024, pubblicato dal ministero della Sanità spagnolo, che fa il punto sull’applicazione della normativa nel Sistema sanitario nazionale Nel corso dell’anno, sono state presentate 803 richieste. Ma circa 308 persone che hanno chiesto aiuto a morire (oltre il 33%), in pratica una su tre, sono decedute durante l’iter; e 141 domande (oltre il 15%) sono state respinte. In 54 casi (5,8%) la richiesta è stata revocata.
La legge iberica consente l’eutanasia a persone maggiorenni, con nazionalità o residenza stabile in Spagna, capaci di intendere e di volere, affette da una malattia grave o incurabile o da una condizione fisica grave, cronica o invalidante, che provochi sofferenze fisiche o psichiche costanti o intollerabili. Sono previste due richieste formali, valutazioni mediche indipendenti e il controllo finale delle Commissioni di Garanzia regionali. In casi eccezionali può valere una dichiarazione anticipata di trattamento.
Quasi il 76% dei casi registrati lo scorso anno ha riguardato over 60 con un picco fra gli ultra ottantenni. Le patologie più frequenti sono state neurologiche (32,5%) e oncologiche (29,7%).
Dal 2021 al 2024, 156 persone hanno donato organi dopo la prestazione, consentendo 459 trapianti.
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