Non tutti sono convinti che sarà un successo ma, di certo, sarà una rivoluzione: il primo maggio è il giorno dell’entrata in vigore dell’accordo tra l’Ue e il Mercosur. Si tratta, per ora, della sua applicazione ad interim, in attesa che sull’accordo – come chiesto dall’Eurocamera – si pronunci la Corte di Giustizia Ue. La mossa dell’Aula di Strasburgo, nel gennaio scorso, aveva rischiato di far saltare sine die l’intesa. Ursula von der Leyen, tuttavia, ha sfruttato appieno la clausola prevista dall’accordo, secondo la quale è possibile una sua attuazione provvisoria. Ha chiesto e ottenuto il placet del Parlamento europeo e degli Stati membri. Nelle prossime ore, dopo 25 anni di attesa, l’Ue-Mercosur vedrà la luce.
L’accordo coinvolge 700 milioni di consumatori ed elimina gradualmente i dazi all’import su oltre il 91% delle merci Ue esportate nel Mercosur. I dazi sono ridotti sulle principali esportazioni, quali automobili, prodotti farmaceutici, vini, bevande alcoliche e olio d’oliva. Lo stesso accade per una varietà consistente di prodotti agroalimentari. Il primo maggio “sarà una buona giornata per la competitività, la resilienza e il posizionamento strategico dell’Europa: l’agenda commerciale dell’Ue si sta dimostrando ancora una volta vincente”, ha sottolineato Ursula von der Leyen.
La presidente della Commissione, assieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, celebreranno il calcio di inizio dell’intesa in una videocall con i leader dei quattro Paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. “Comincia anche l’eliminazione delle barriere non tariffarie e degli ostacoli tecnici agli scambi, con l’inizio dell’applicazione delle norme in materia di valutazione della conformità, di etichettatura e di rispetto delle norme internazionali. Inoltre verranno aperti i mercati degli appalti pubblici, facendo sì che le imprese dell’Ue possano presentare offerte a livello federale e statale a parità di condizioni con i concorrenti locali”, ha ricordato la Commissione. Con l’entrata in vigore dell’intesa 344 Indicazioni geografiche europee come il Parmigiano Reggiano e il Bordeaux, otterranno tutela giuridica nel Mercosur impedendone l’imitazione abusiva in tale mercato di consumo in crescita.
La Commissione non ha mai avuti dubbi sui benefici dell’intesa. Ma non tutti la pensano così. Nonostante l’inserimento delle clausole di salvaguardia per l’import dal Mercosur, il comparto agroalimentare resta in allerta. Un sistema di quote è stato messo su dalla Commissione, bollando come fake news l’allarme circolato su una ripartizione che crei svantaggi all’Ue a favore degli esportatori sudamericani. Le prossime settimane testimonieranno se, alla fine, l’Ue-Mercosur riuscirà a convincere anche l’iper-scettica Francia o gli ambientalisti, da sempre critici. “Si aprono le porte a un mercato che premia la deforestazione e il dumping sociale e sanitario”, ha sottolineato l’eurodeputata dei Verdi Cristina Guarda. “Con l’entrata in vigore ad interim inizia una fase cruciale, ne valuteremo l’impatto”, ha avvertito il relatore al Pe sul dossier, Gabriel Mato.
L’intesa, per von der Leyen e Costa, è invece fondamentale per una Ue che si vuole sempre più autonoma e aperta ai partner affidabili. L’agenda commerciale di Bruxelles non si ferma qui: Costa e la presidente Claudia Sheinbaum, in una conversazione telefonica, hanno stabilito per il 22 maggio la data dell’ottavo vertice Ue-Messico, quello della firma dell’Accordo partneriato strategico.
In vigore l’accordo con l’Ue ma Mercosur è diviso sulle quote
L’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur entrerà in vigore il 1° maggio, ma i paesi del blocco sudamericano – Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay – non hanno ancora raggiunto un accordo su come ripartire le quote preferenziali concesse da Bruxelles.
Uno dei punti centrali riguarda ad esempio l’esportazione delle 99.000 tonnellate di carne bovina con dazi ridotti al 7,5% che l’Ue ha concesso al Mercosur su cui si è lontani dal raggiungimento di un accordo a causa della molteplicità di posizioni messe sul tavolo. Secondo quanto trapelato dai negoziati interni al Mercosur il Paraguay mira per esempio a una distribuzione equa del 25% tra i quattro Paesi, una proposta respinta dal Brasile che propone invece una ripartizione basata sull’export realizzato a livello globale, mentre Argentina e Uruguay propongono di considerare le percentuali solo in relazione al commercio con l’Ue.
Fonti europee citate dal quotidiano argentino Clarín riferiscono d’altra parte che, poiché le quote per il resto del 2026 non sono state assegnate, verrà applicato il sistema “chi prima arrivata, per primo e’ servito”. Ciò significa che il beneficio o l’autorizzazione verrà assegnata a coloro che presentano per primi la domanda o spediscono per primi la merce fino all’esaurimento della quota disponibile.
Il governo Milei d’altra parte sembra guardare più a nord che a Bruxelles. “Stiamo facendo progressi su un accordo commerciale con gli Stati Uniti; c’è già stato un ordine esecutivo di Donald Trump che consente la vendita fino a 80.000 tonnellate di carne, e abbiamo già scambiato merci per un valore di un miliardo di dollari”, hanno dichiarato fonti della presidenza all’ANSA.
L’accordo tra i due blocchi è considerato un punto di svolta per il commercio bilaterale dopo oltre due decenni di negoziati, in quanto stabilisce un quadro normativo comune volto a fornire stabilità e prevedibilità a lungo termine. Nello specifico per il Mercosur, il piano liberalizza l’84% delle tariffe applicate alle esportazioni agroindustriali verso l’Europa e stabilisce quote o preferenze per la maggior parte dei prodotti rimanenti, migliorando sostanzialmente l’accesso al mercato europeo.
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