Sono almeno due le partite finite nell’inchiesta della Procura di Milano in cui il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva. Si tratta di Udinese-Parma del primo marzo 2025, partita vinta dai friulani 1-0 grazie a un rigore realizzato da Thauvin, e di Inter-Verona del 6 gennaio 2024, con la gomitata di Bastoni a Duda che precedette il gol del definitivo 2-1 di Frattesi. I video di quelle gare, e i dialoghi in sala Var, sono tra gli atti dell’inchiesta di Maurizio Ascione, pm della procura di Milano guidata da Marcello Viola.
È il 38esimo del primo tempo al Bluenergy Stadium quando l’attaccante francese dell’Udinese, oggi al Lens, si accentra dalla destra e calcia, colpendo il braccio del difensore del Parma Balogh, sulla cui panchina sedeva Chivu, oggi tecnico dell’Inter. La stanza Var deve essere chiusa ma dal video in possesso dei magistrati evidenzierebbe una interferenza esterna.
L’addetto alla Var Daniele Paterna pare orientato a escludere il rigore, ma a un certo punto si gira di scatto, guarda indietro e afferma “È rigore” e un attimo dopo consiglia di rivedere l’azione all’arbitro Maresca. Penalty che viene fischiato e che Thauvin realizza decidendo la partita. L’ipotesi contenuta nell’esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, da cui è scattata l’inchiesta, è che Rocchi abbia richiamato il Var per fargli cambiare idea.
Nella calza della Befana 2024 dell’Inter c’è il gol in pieno recupero di Frattesi che regala ai nerazzurri il titolo di campione d’inverno, in una partita chiusa tra mille polemiche e un duro attacco da parte del club gialloblu per l’arbitraggio e, in particolare, per la mancata decisione della Var sulla gomitata di Bastoni a Duda. In questo caso, secondo l’accusa che ha analizzato il fitto dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, alla Var, l’indagato, “in concorso con altri” non avrebbe chiamato la revisione a bordo campo dell’arbitro sul fallo commesso distante dal gioco. “Il gol è palesemente irregolare. È inutile scandalizzarsi, io sono veramente deluso da questo sistema. Probabilmente qualcuno più in alto della Var ha deciso che doveva andare così”, fu l’attacco del ds veneto Sean Sogliano nel dopopartita respinto qualche giorno dopo al mittente proprio da Rocchi. “Siamo scivolati su due bucce di banana evitabili e per questo mi sono arrabbiato, ma ciò non giustifica gli attacchi ricevuti – aveva detto -. Siamo persone perbene, lavoriamo tantissimo e meritiamo rispetto. Chiedo una giustizia sportiva più severa, chi sbaglia deve pagare, questo sistema non ci va più bene”.
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