Oltre 1.500 migranti in una settimana sono arrivati a nuoto dal Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta in Nord Africa
Un appello è stato lanciato dal presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, che in diverse interviste radiofoniche ha chiesto al governo di Pedro Sanchez di trattare la situazione come una “emergenza nazionale” al pari che sul fronte della lotta agli incendi.
“Siamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale”, ha insistito Vivas ai microfoni di Cadena Ser. “Entrano circa 300 persone al giorno e il ritmo continua ad aumentare.
Secondo Vivas, gli arrivi “equivalgono a quasi il 2%” della popolazione, mentre circa 700 sono minori non accompagnati, sotto tutela dell’autorità locale, e oltre mille persone attendono di entrare nel Centro di permanenza temporanea per migranti (Ceti), sopraffollato rispetto alla capacità di circa 500 posti.
L’assemblea di Ceuta, attraverso la conferenza dei capigruppo riunita d’urgenza, ha approvato intanto un ordine del giorno in cui si chiede al governo spagnolo la chiusura immediata della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito e la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
Oltre 62 persone di origini marocchine e algerine sono morte negli ultimi 12 mesi nelle traversate a bracciate verso il territorio spagnolo, secondo le stime delle autorità locali.
