Nel 2025 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale scende al 22,6% dal 23,1% del 2024. Lo rileva l’Istat, che parla di “segnali di miglioramento delle condizioni di vita”. Rispetto all’anno precedente, in particolare la quota di individui a rischio di povertà rimane stabile (18,6% rispetto a 18,9%), mentre diminuisce quella di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (8,2% e 9,2%) e aumenta leggermente la quota di coloro che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (5,2% e 4,6%).
Nel 2025 sono a rischio di povertà o esclusione sociale un totale di circa 13 milioni e 265mila persone. Si tratta di individui che si trovano in almeno una delle seguenti tre condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale o a bassa intensità di lavoro. Nel dettaglio, l’Istat sono considerati a rischio di povertà gli individui che vivono in famiglie il cui reddito netto equivalente dell’anno precedente quello d’indagine (senza componenti figurative o in natura) è inferiore al 60% del reddito mediano, quindi inferiore a 13.237 euro.
Nel 2024 risulta a rischio di povertà il 18,6% delle persone residenti in Italia, circa 10 milioni 908mila individui, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto al 2023, quando era pari al 18,9%. Anche nel 2025, l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale è più bassa per chi vive in coppia senza figli, in particolare per le coppie giovani con persona di riferimento con meno di 65 anni (16%), e più alta per i monogenitori (31,6%), le coppie con tre o più figli (30,6%) e le persone sole (28,6% se di età inferiore ai 65 anni, 29,6% se ultrasessantaquattrenni).
Per le coppie con un figlio, il rischio di povertà o esclusione sociale rimane contenuto (17,4%) e al di sotto della media nazionale (22,6%), mentre per le coppie con due figli sale al 20,6%. Il miglioramento è per l’Istat “particolarmente accentuato per le coppie con tre o più figli che, avendo beneficiato di misure di sostegno più robuste rispetto alle altre tipologie familiari, mostrano una decisa riduzione (30,6% rispetto al 34,8% del 2024)”. “Permangono, tuttavia, per questa tipologia familiare le difficoltà di conciliazione del lavoro e degli impegni di cura: la bassa intensità di lavoro mostra un aumento”. Infine per le persone sole, il rischio di povertà o esclusione sociale si mantiene sostanzialmente stabile, e le coppie con due figli che mostrano un aumento.
Peggiore infine le condizioni per gli individui che vivono in famiglie con almeno un cittadino straniero per i quali il rischio di povertà e esclusione sale al 41,5% rispetto al 37,5% del 2024.
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