Italia-Francia, avanti piano. Rinviato il vertice bilaterale – Notizie – Ansa.it

Italia-Francia, avanti piano. Rinviato il vertice bilaterale – Notizie – Ansa.it


La premier Giorgia Meloni chiede un posticipo del vertice bilaterale italo-francese e l’Eliseo accetta rendendo pubblica la notizia attraverso fonti diplomatiche. Non si conoscono le ragioni di questa richiesta che sarebbe avvenuta il 12 febbraio scorso ma non si può fare a meno di notare che i rapporti tra Roma e Parigi restano difficili su diversi fronti. Ci ha pensato l’agenzia di stampa France Presse a divulgare lo slittamento sottolineando anche che il presidente francese Emanuel Macron vuole “promuovere un ambizioso rapporto franco-italiano”.

Il vertice, che si sarebbe dovuto tenere a Tolosa il 9 e 10 aprile con Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, sarà quindi rinviato a dopo il G7 di Evian a metà giugno. La data non è stata ancora fissata ma le fonti francesi indicano una finestra tra metà giugno e metà luglio. Sempre secondo i francesi la richiesta della Meloni sarebbe stata avanzata a Macron a margine del summit dell’Ue in Belgio il 12 febbraio. Quindi circa 10 giorni fa, il che porta ad escludere che il posticipo sia arrivato a fronte delle ultime frizioni tra i due leader dopo l’uccisione dell’attivista di destra ucciso a Lione.

Ne era sorto un battibecco a distanza dopo che Macron aveva osservato, a seguito di un post della premier, che “i nazionalisti sono i primi a commentare gli affari altrui”. Piccata la replica di Meloni che oltre a dirsi stupita per quest’affermazione aveva ricordato come la Francia avesse dato per decenni asilo ai brigatisti rossi. Questo episodio, insieme alla vistosa assenza di Emmanuel Macron dalle attuali Olimpiadi invernali in Italia, illustra bene come le divisioni tra i due leader abbiano radici profonde e lontane nel tempo. Lo confermano anche le difficoltà ad attuare compiutamente gli accordi del Trattato del Quirinale che, sottolineano le fonti francesi, proprio Macron ha fortemente voluto dopo averlo avviato nel 2017 e “concluso con Mario Draghi con il sostegno del presidente Mattarella”.

 

 Il Trattato del Quirinale (in vigore dal primo febbraio 2023) è un accordo bilaterale di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia che ha l’obiettivo non facile di consolidare i rapporti strategici in politica estera, difesa, sicurezza, economia, cultura e migrazioni, strutturando consultazioni regolari.

I rapporti tra Macron e Meloni non sono mai stati facili ed è dovuto intervenire più volte anche il presidente Mattarella per ricucire alcuni strappi. Già nell’ottobre 2022 (il governo Meloni era stato appena formato) crearono tensione le parole di Laurence Boone, ministra per gli Affari europei del governo francese, che disse: “vogliamo lavorare con Roma ma vigileremo su rispetto dei diritti e delle libertà”. A stretto giro arrivò la secca replica di Meloni: “No alle ingerenze dall’estero”. Un rapporto, come si vede, mai sbocciato. Nel tempo anche le divisioni squisitamente politiche allontanarono i due leader: basti pensare alle divergenze in materia di immigrazione, sulle scelte europee e, in ultimo, sulla posizione da prendere sui dazi e sulla figura del presidente americano.

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