“Aumenta la nostra preoccupazione per l’evolversi della situazione, soprattutto perché sta emergendo molta incertezza sulle modalità del nostro rientro in Italia. Stiamo comunque bene e siamo abbastanza tranquilli”. Così racconta all’ANSA uno degli studenti dell’istituto scolastico di Torino che si trova insieme ad altri ragazzi bloccati a Dubai, dopo gli attacchi.
“Oggi – continua lo studente minorenne – si sono sentiti nel cielo almeno una decina di boati che, ci dicono, siano stati dei droni abbattuti”. “Siamo tranquilli – ripete – anche se ci hanno nuovamente cambiato albergo. Con noi ci sono sempre i tutor”. Il giovane si trovava a Dubai, con altri duecento studenti per un’attività extrascolastica organizzata da Wsc Italia – World Student connection global leaders, nell’ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu ‘L’ambasciatore del futuro’.
L’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai hanno fatto sapere che stanno seguendo i casi di centinaia di cittadini italiani bloccati, compreso il gruppo di studenti: il conteggio dei responsabili del Wsc World Student Connection riporta un totale di 190 italiani, di cui 124 studenti minorenni e 66 tra studenti, docenti e staff Wsc maggiorenni. Sono state messe a disposizione 45 camere all’Hotel Le Meridien e ulteriori 20 camere sono invece prenotate presso un hotel a Bur Dubai (Dubai). Tutti i giovani sono affidati ai propri tutor e docenti e saranno seguiti 24 ore su 24 dallo staff del Wsc. Lo rende noto la Farnesina in un comunicato.
Alla Farnesina in mattinata si è svolta una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e della regione. Il ministro – si legge in una nota – ha creato una ‘Task Force Golfo’ che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo. Il governo italiano – prosegue la nota – ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti.
Ad Abu Dhabi una donna e un bambino sono rimasti lievemente feriti dopo che detriti di un drone intercettato sono caduti sulle Etihad Towers, complesso residenziale e alberghiero che nella capitale degli Emirati Arabi Uniti ospita diverse sedi diplomatiche e di ambasciate, compresa quella Italiana. Secondo quanto riferito da fonti locali, frammenti del drone, neutralizzato dai sistemi di difesa aerea, sono precipitati sull’edificio, provocando danni materiali limitati alla facciata. “Abito nella torre accanto a quella colpita. Fortunatamente non mi trovavo nella torre al momento dell’impatto – racconta all’ANSA Katya Marletta, UAE Correspondent ItalPress -. Ancora a distanza di qualche ora dall’accaduto, circa le 10:20 ora locale, non è possibile rientrare nelle abitazioni. La torre colpita è stata evacuata immediatamente. Accorsi tempestivamente Polizia e vigiili del fuoco. Il mio pensiero è vicino alla donna e al bambino che hanno subito ferite, pare lievi. La tensione nella capitale degli Emirati resta alta, ma anche la fiducia che tutto si risolva al più presto”.
Video BigMama bloccata a Dubai: ‘Sentiamo i missili sulla testa, un incubo’
“Ho udito distintamente un’esplosione ieri e questa notte era stato diramato il consiglio da parte delle autorità di non uscire di casa. Abito a duecento metri dai Fairmont hotel, colpito ieri”, spiega Alberto Boato, imprenditore veneziano che da anni vive a Dubai. “I danni sono stati tutto sommato limitati. È una domenica normale a Dubai e sulla Palm. È ancora attesa la riapertura dell’aeroporto, ma non ci sono indicazioni di quando ciò avverrà. Stiamo all’erta ma non siamo preoccupati.
Per precauzione sono previsti tre giorni di lezioni online nelle scuole. Nelle ultime quattro ore non si è sentita nessuna esplosione – spiega Boato -, stiamo attenti ovviamente, ma credo di poter dire che la questione qui è seguita bene dalle autorità, con informazioni precise e le giuste precauzioni. Non abbiamo paura”.
“Ieri sera abbiamo visto diversi lampi nel cielo e abbiamo sentito un’esplosione”. Così racconta all’ANSA uno degli studenti minorenni di un istituto scolastico di Torino che fa parte dei duecento ragazzi bloccati a Dubai dopo gli attacchi, in città per un’attività extrascolastica organizzata da Wsc Italia – World Student Connection Global Leaders, nell’ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu ‘L’ambasciatore del futuro’. “Noi stiamo bene e siamo abbastanza tranquilli, accompagnati dai tutor – continua il ragazzo – ma c’è comunque tra di noi preoccupazione per l’evoluzione della situazione e soprattutto per il nostro rientro in Italia”.
“La situazione è molto incerta. Non abbiamo notizie certe: viviamo al momento. In guerra non ci si può sentire mai sicuro però penso che gli Emirati siano un Paese bene organizzato, e in un certo senso anche sicuro”. Lo racconta all’ANSA il consigliere comunale di Carovigno (Brindisi), Cosimo Santacroce, che si trova da qualche giorno a Dubai. Ieri era a poche centinaia di metri dalla zona di Palm Jumeirah, dove c’è stato l’incendio causato dai detriti di un drone intercettato. “Abbiamo visto in diretta l’impatto. C’è stato un grande momento di tensione ma anche precedentemente avevamo sentito dei boati e visto nuvole di fumo”. “Non abbiamo avuto contatti con nessuno. Io personalmente – aggiunge – ho contatti solo con parenti e amici e ci siamo sentiti più volte con il sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti”. “Vorrei ringraziarlo perché so che si sta interfacciando con la prefettura e con le altre autorità per garantirci un rientro in sicurezza. Il ritorno è previsto per lunedì sera ma – conclude Santacroce – attendiamo di avere conferma sul volo”. A Dubai con lui c’è anche un altro consigliere comunale del Brindisino, Adriano Zaccaria di Ostuni.
A Dubai “ci consigliano di non muoverci dagli hotel, e di prolungare la permanenza, ma per confermare la stanza un altro giorno ci hanno praticato una tariffa più alta, dai 180 euro pagati fino ad oggi per stanza a circa 250. La sensazione è che più il tempo passa, più il costo delle stanze possa aumentare“, racconta invece Nicole Molinaro, 21 anni, di Roma, in vacanza a Dubai e rimasta bloccata insieme ad un’amica. Nicole, alloggiata presso il Dubai Marina, è sempre più preoccupata per l’evoluzione della situazione e spera in “un’iniziativa dell’Italia” che la riporti a casa.
Italiani su nave crociera a Dubai: ‘Stiamo bene ma non ci sentiamo al sicuro’
Hanno trascorso la prima notte bloccati a Dubai, sulla nave da crociera Msc Euribia, i turisti italiani intrappolati dalla guerra in corso. Stanno tutti bene, ma inevitabilmente la tensione sale. Tra loro un gruppo di sardi. “L’equipaggio della nave sta facendo il possibile – dicono all’ANSA – ma francamente non ci sentiamo completamente al sicuro”. Il momento di massima preoccupazione quando alcuni passeggeri sul ponte hanno visto bagliori e sentito rumori della contraerea che intercettava probabilmente droni e missili diretti verso la città. Nei telefoni di molte persone a bordo della nave, subito dopo la mezzanotte, è scattato l’allarme. In quel momento le persone sul ponte – questo il racconto di alcuni crocieristi sardi – erano poche e non si è generato troppo panico a bordo. A quel punto tutti comunque hanno raggiunto i piani inferiori. L’equipaggio di Msc – queste le testimonianze da bordo – sta facendo del suo meglio ma, raccontano i turisti, “alcuni passeggeri tenevano stretti i propri bambini e piangevano dalla paura, c’era gente ammassata alla reception e altre scene di questo tipo”. Le attività a bordo proseguono normalmente. E i crocieristi, a parte il momento di panico di stanotte, hanno la percezione di sentirsi in una bolla apparentemente sicura. Gli italiani sarebbero dovuti partire oggi da Doha con destinazione Fiumicino. Il gruppo dei sardi poi aveva programmato un ulteriore volo da Roma a Cagliari domani. Ai passeggeri è stato comunicato che la situazione rimane invariata: lo staff della nave aspetta novità dalle autorità locali per poter lasciare il porto.
Il ministero dell’Istruzione in stretto contatto con Maeci
“In merito alla presenza di studenti italiani a Dubai nell’ambito del Programma “Dubai UN & Abu Dhabi Emirates 2026 – L’Ambasciatore del futuro”, si precisa che il Ministero dell’Istruzione e del Merito è in costante contatto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e il Consolato Generale d’Italia a Dubai, che stanno monitorando costantemente il caso. Le autorità consolari stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto”. Lo sottolinea una nota del Mim. “Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, per gli sviluppi. Il Ministero continuerà a fornire aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.
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