La benzina sull’autostrada della Cisa sfiora i 2,50 euro. Il Codacons: ‘Nuovo record storico dal 2022 per il gasolio’ – Notizie – Ansa.it


In autostrada il prezzo medio del gasolio ha superato il record storico italiano raggiunto nel 2022. Lo afferma il Codacons dopo i dati diffusi oggi dal Mimit. Con una media di 2,204 euro al litro in autostrada il gasolio supera il record raggiunto nella settimana del 14 marzo 2022, quando un litro di diesel costava in media in Italia 2,154 euro al litro, analizza l’associazione.

Per la benzina invece la soglia dei 2 euro al litro è stata superata nel nostro Paese solo in otto occasioni, e precisamente a marzo, giugno e luglio 2022 e poi nel settembre del 2023. E le brutte notizie per gli automobilisti italiani non sono finite: – avvisa il Codacons – a partire dal prossimo 27 agosto e senza nuovi interventi da parte del governo il gasolio volerà sulla rete ordinaria a una media di oltre 2,3 al litro, mentre in autostrada il prezzo medio salirà a 2,37 euro al litro, considerati i prezzi attuali dei carburanti.

La mini proroga dello sconto sulle accise decisa ieri dal governo non risolverà affatto il problema dei prezzi dei carburanti e suona come una presa in giro degli italiani – attacca il Codacons – il taglio delle accise non solo deve essere prorogato ma deve essere esteso anche alla benzina considerati i nuovi prezzi record raggiunti alla pompa, mentre lo sconto sul gasolio deve essere incrementato perché è evidente che i 17 centesimi odierni non sono più sufficienti camminare la spesa per i rifornimenti.

La benzina sull’autostrada della Cisa sfiora i 2,50 euro

Prezzi del carburante alle stelle per gli automobilisti al rientro dalle vacanze di Ferragosto. Ieri, domenica, sull’autostrada della Cisa alla stazione di servizio al valico, in direzione sud, il prezzo della benzina in modalità servito ha sfiorato i 2,50 euro, ovvero 2,499 euro, come documenta una foto pubblicata sui social dal giornalista trentino Massimo Baldi. Il diesel arrivava a 2,629 euro, mentre la qualità premium si avvicinava addirittura ai 2,90 euro (2,879 per l’esattezza).

Facile.it: ‘Ad agosto spenderemo 1 miliardo in più di carburante rispetto al 2025’

Con o senza il rinnovo del taglio delle accise sul carburante, il mese di agosto sarà una stangata sulle tasche degli automobilisti; secondo le stime di Facile.it, a parità di consumi, gli italiani quest’anno rischiano di spendere, tra benzina e diesel, oltre 1 miliardo in più rispetto ad agosto 2025, cifra che potrebbe scendere a circa 988 milioni se lo sconto attuale sul diesel verrà rinnovato fino a fine mese. Complessivamente, quindi, questo agosto gli italiani dovranno mettere a budget una spesa superiore tra il 24% e il 25% rispetto a quella dello scorso anno. L

a stima è stata effettuata tenendo in considerazione il prezzo di benzina e diesel nella modalità self sulla rete stradale, ma se si considerano i prezzi sulla rete autostradale, il conto potrebbe essere ben più elevato. Considerando le tariffe alla pompa in modalità self sulla rete stradale rilevate dal ministero in data 24 agosto 2026, per un pieno di benzina (50 litri) si spendono 101 euro, vale a dire circa il 18% in più rispetto a 12 mesi fa (quando erano sufficienti 85 euro). Per un pieno di diesel, invece, la spesa è di 107 euro, vale a dire il 31% in più rispetto agli 82 euro dello scorso anno. Se lo sconto sul diesel non verrà rinnovato, la cifra salirà a circa 115 euro (+41% su base annua).

Considerando le tariffe alla pompa in modalità self sulla rete stradale, per un viaggio di circa 2.000 km (Milano-Lecce andata e ritorno) oggi si spenderebbero quasi 265 euro per la benzina (erano 225 euro lo scorso anno). Per una vettura a diesel, invece, la spesa sarebbe di 234 euro, rispetto ai 179 euro del 2025. Se lo sconto non verrà rinnovato, la spesa salirà a 253 euro, vale a dire 74 euro in più rispetto allo scorso anno.

L’Unc: ‘La proroga del taglio accise sul gasolio al 26 è una vergogna’

“La proroga al 26 agosto dello sconto sul gasolio è una vergogna. Una decisione imbarazzante che suona come una beffa. Significa voler stangare gli automobilisti che hanno scelto di rientrare dalle vacanze all’inizio della settimana per evitare il traffico del weekend”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“E’ ora di piantarla, poi, di buttare la palla nell’altro campo, cercando di dare la colpa all’Europa. Il fatto che la flessibilità Ue non riguardi le accise non significa che il governo non possa trovare le risorse senza aggravare il deficit, sia perché l’extragettito Iva era inatteso e quindi non crea un buco di bilancio sia perché non è mai stata fatta una seria spending review. Senza contare la possibilità di tassare il fumo o gli extraprofitti di compagnie petrolifere ed energetiche” prosegue Dona. “Ma il punto vero è che è ora di piantarla con la bufala dei soldi che non ci sono. Come abbiamo fin dall’inizio denunciato, il meccanismo delle accise mobili inventato dal governo Meloni è una colossale truffa. Non solo perché interviene tardivamente, ma perché nasconde i soldi incassati grazie al caro carburanti. Le risorse per abbassare le accise, infatti, ci sono eccome e sono già stati pagati dagli automobilisti in questi mesi, da febbraio a oggi. Il governo, insomma, ha incassato milioni in più che non ha mai ridato gli italiani che viaggiano. Infatti, l’extragettito Iva non viene calcolato dal Mef in relazione al prezzo industriale alla pompa effettivamente pagato dagli automobilisti, ma con un meccanismo contorto si considera l’andamento del greggio sui mercati internazionali rispetto a un prezzo gonfiato indicato nella Nadef, non conteggiando le speculazioni sul mercato interno, che sono quelle che poi fanno decollare il prezzo finale alla pompa. Non per niente abbiamo sempre denunciato il meccanismo della doppia velocità tra petrolio e carburanti. Il Mef ci dica quanti milioni ha incassato sulle accise da marzo a luglio del 2025 e quanti da marzo a luglio 2026 e poi ridia quel surplus agli italiani. Insomma, è ora di finirla di prenderci in giro: serve uno sconto sulle accise serio, pari a 30 cent sul gasolio e a 14 sulla benzina” conclude Dona.

Cna: ‘Con la guerra in Iran all’Italia un conto energetico da quasi 12 miliardi’

Quasi 12 miliardi di euro in sei mesi. È il conto energetico che la guerra in Iran presenta all’Italia secondo le stime della Cna. Tra il primo marzo e il 31 agosto, il maggiore esborso per carburanti, energia elettrica e gas è stimato in circa 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all’esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità. La Cna stima, infatti, in circa 5,8 miliardi di euro il maggiore costo di benzina e gasolio nel semestre. I dati di luglio confermano la forte domanda di benzina, che ha raggiunto 900mila tonnellate, il livello più elevato degli ultimi sedici anni e il 3,1% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il gasolio per autotrazione registra invece una flessione dell’8,4%. A luglio i prezzi medi si sono attestati a 1,908 euro al litro per la benzina e 2,027 euro per il gasolio.

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