Pechino ha dichiarato di opporsi ai nuovi dazi statunitensi imposti da Washington alla Cina e ad altri 59 Paesi a causa di preoccupazioni relative al lavoro forzato. “Ci opponiamo a tutte le forme di misure tariffarie unilaterali”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante una conferenza stampa. “Le guerre tariffarie e le guerre commerciali non sono nell’interesse di nessuna delle parti”, ha avvertito.
Il governo Burnham minimizza, per il Regno Unito non cambia nulla
L’annuncio dei nuovi dazi globali imposti dall’amministrazione Usa di Donald Trump dopo il precedente pacchetto bloccato dalla Corte Suprema – e giustificato con i buchi sulle norme contro il lavoro forzato imputato agli altri Paesi – “non comporta cambiamenti per il Regno Unito”. Lo sostiene un portavoce del nuovo governo di Anndy Burnham commentando l’iniziativa di Washington. “Il tetto sui dazi limitati al 10% nei confronti del business britannico in base al nostro accordo privilegiato con gli Stati Uniti (raggiunto l’anno scorso dal precedente governo di Keir Starmer, ndr) rimane in vigore”, aggiunge.
L’Ue: ‘i nuovi dazi Usa in linea con accordo di Turnberry, rispettare gli impegni’
“L’Ue prende atto della pubblicazione da parte degli Usa delle misure correttive adottate nell’ambito dell’indagine ai sensi della Sezione 301. L’Ue valuta positivamente il fatto che siano in linea con gli impegni tariffari degli Stati Uniti concordati nell’ambito della dichiarazione congiunta. L’Ue ha già adempiuto alla propria parte dell’accordo” e “in prospettiva si aspetta che gli Stati Uniti continuino a rispettare i termini della dichiarazione congiunta Ue-Usa, anche per quanto riguarda eventuali misure correttive nell’ambito di ulteriori indagini ai sensi della Sezione 301”. Lo sottolinea un portavoce della Commissione Ue.
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