Una precedente ricerca pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters e basata sulla grande velocità della cometa, che è di circa 58 chilometri al secondo, aveva stimato una possibile età compresa tra 3 e 11 miliardi di anni. Un intervallo piuttosto ampio e incerto, che ora i ricercatori guidati da Martin Cordiner restringono a favore dell’estremità più antica.
Gli autori dello studio sono giunti a tale conclusione analizzando la composizione chimica di 3I/Atlas e, in particolare, la presenza di particolari isotopi del carbonio e dell’idrogeno. Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento che hanno uguale numero di protoni ma diverso numero di neutroni all’interno del nucleo.
I ricercatori hanno usato i dati raccolti grazie al telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Esa e Agenzia spaziale canadese, e i risultati indicano che la cometa si è formata in una zona della galassia molto distante rispetto a noi e parecchio tempo fa, durante la prima fase di vita della Via Lattea. Se i dati sono corretti, 3I/Atlas potrebbe rappresentare la reliquia di uno dei primi sistemi planetari della nostra galassia, e custodire perciò informazioni su quegli antichi pianeti.
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