La Corazzata Potemkin, un capolavoro del cinema di ogni tempo, compie oggi 100 anni. Ma è noto in Italia al grande pubblico per una battuta di Fantozzi (“secondo me è una boiata pazzesca”).
Realizzato per il ventesimo anniversario della Rivoluzione russa del 1905, la Corazzata rivelo’ al mondo il talento del ventisettenne Ejzenstein che diede al cinema un film-icona e rivoluziono’ la settima arte grazie soprattutto all’uso particolare, martellante e certamente influenzato dal costruttivismo e dal formalismo russo, del montaggio.
La musica fu composta da Edmund Meisel solo nel 1950 e proprio per la ‘prima’ in Germania. ‘Potemkin’ racconta l’ ammutinamento della corazzata all’ ancora del porto di Odessa e la repressione dei cosacchi che spararono sulla folla riunita, per solidarieta’ con i marinai, sulla scalinata del porto. E proprio la scena della scalinata, con la carrozzina che precipita giu’, gradino dopo gradino, e’ forse una delle piu’ studiate e citate (per esempio nel celebre ‘Gli intoccabili’ di Brian de Palma e in ‘C’eravamo tanto amati’ in cui e’ mimata dal critico cinematografico marxista interpretato da Satta Flores) di tutta la storia del cinema, oltre ad essere un esempio di quella tecnica di montaggio che ha contribuito a rendere celebri i film del regista russo.
Nel ‘Secondo tragico Fantozzi‘, in pieni anni ’70, Villaggio urlo’ la sua protesta (‘secondo me e’ una boiata pazzesca’) per l’incomprensibile passione, assai poco vicina al gusto popolare, di tutti quegli intellettuali che parlavano della Potemkin come di un capolavoro. Ma quella della Corazzata Potemkin e’ anche la storia di una mutilazione, essendo stato anche uno dei casi piu’ clamorosi di censura negli anni ’20 e, in Europa, anche dopo. La sequenza della scalinata e’ stata riportata all’ originale perche’ la censura aveva colpito anche quella.
Il Museo del Cinema di Torino proietta la versione musicata dal vivo
In occasione del centenario de La corazzata Potëmkin, il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo il capolavoro di Sergej M. Ejzenštejn, pietra miliare della storia del cinema e apice della sua ricerca sul montaggio. Il manifesto originale del film, realizzato dall’artista Aleksandr Rodčenko, è attualmente esposto alla Mole Antonelliana all’interno della mostra Manifesti d’artista, ospitata al piano di accoglienza della Mole Antonelliana ed è visitabile fino al 22 febbraio 2026. Realizzato nel 1925,
La corazzata Potëmkin rievoca l’ammutinamento dell’equipaggio dell’omonima corazzata russa nel 1905, trasformando un fatto storico in un’opera di straordinaria innovazione. La forza espressiva del film risiede nel montaggio e nella costruzione di una “polifonia visiva” in cui i punti di vista si moltiplicano per generare un racconto corale, caratterizzato da una tensione crescente, da un pathos inesorabile e da un costante senso di minaccia.
La proiezione – il 21 dicembre alle 21 al cinema Massimo – sarà accompagnata da una sonorizzazione dal vivo di Bruno Dorella e Nicola Manzan. Le percussioni di Dorella dialogheranno con il ritmo del montaggio ejzenštejniano, mentre il violino e l’organetto di Manzan ne enfatizzeranno la dimensione emotiva, offrendo una lettura musicale coinvolgente e contemporanea.
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