La manovra al Senato per il voto di fiducia – Notizie – Ansa.it

La manovra al Senato per il voto di fiducia – Notizie – Ansa.it


  Proseguono i lavori per l’approvazione della Legge di Bilancio, dopo che ieri il governo ha posto la fiducia sul maxiemendamento che di fatto va a sostituire il testo dell’intera Manovra. Oggi il voto di fiducia al Senato.

La commissione Bilancio del Senato ha stralciato dal maxi-emendamento sulla manovra cinque misure.

Si tratta della norma che consentiva agli imprenditori condannati per aver sottopagato i propri dipendenti ma che si erano comunque attenuti agli standard di alcuni contratti collettivi di non pagare gli arretrati; di due norme sulle porte girevoli nella pubblica amministrazione; di una sulla disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati e di un’altra sulla revisione della disciplina del personale della Covip.

Verrà inoltre riformulato e riportato nella versione originale un comma che aveva recepito un emendamento Dem per un fondo da destinare alla promozione di attività formative volte a rafforzare il dialogo interculturale e contrastare l’antisemitismo.

 

 

 

Calenda, manovra ha obiettivo condivisibile ma manca di visione

“Ho trovato condivisibile l’approccio definito da Giorgetti prudente sui conti pubblici. Potremmo fare del sarcasmo sugli interventi sull’importanza dello spread. Se noi fossimo stati lì avreste urlato al golpe da parte dell’Europa. Una prudenza è consigliabile e questa manovra è costruita essenzialmente per uscire dalla procedura di infrazione. L’obiettivo è condivisibile. E ci sono altre cose condivisibili di questa manovra.

Il nostro giudizio è sempre di merito”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda nelle dichiarazioni di voto in Aula al Senato sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “Siamo soddisfatti – ha proseguito – della reintroduzione di Industria 4.0, del finanziamento della sanità oltre l’indice dell’inflazione, dei provvedimenti di detassazione dei salari. Tuttavia, credo che la finanziaria sia soprattutto l’inverarsi della visione del governo. E qui ci sembra mancare. Manca una vera strategia sui salari. Si poteva fare di più per le donne e per i giovani. Manca drammaticamente una strategia per l’industria. Poi non ci sono soldi per la difesa”. “Avete un problema grande come una casa – ha concluso – con un pezzo della Lega, dall’oro di Borghi che è del popolo. E voglio vedere Borghi distribuire lingotti ai cittadini fuori da Bankitalia”.

Patton (Autonomie), manovra che non guarda al futuro ma gestisce il declino

“L’Italia ha da davanti a sé sfide enormi: la tenuta del sistema pensionistico, la sfida dell’intelligenza artificiale, la sfida della crisi climatica. In un Paese con un debito come il nostro la stabilità dei conti è un valore ma per un governo che è lì da tre anni questo è troppo poco. Non è una manovra che guarda al futuro, ma è un insieme di misure che guarda alla gestione del declino”. Lo ha detto il senatore del gruppo Per le Autonomie Pietro Patton nelle dichiarazioni di voto in Aula al Senato sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “Ciascuno nel nostro gruppo voterà liberamente”, ha aggiunto.

Avs, bene stralcio norma contro i lavoratori poveri

“Ci hanno riprovato e sono stati fermati. Dopo aver presentato al dl Ilva la norma contro i lavoratori poveri, fermata per le polemiche e le critiche dei sindacati e delle opposizioni, la destra ha tentato, ancora una volta, di colpire i lavoratori sottopagati, cercando di impedire di ottenere gli arretrati, anche quando un giudice avesse riconosciuto la violazione dell’articolo 36 della Costituzione. Una cosa gravissima che giustamente è stata tolta dal maxi emendamento del governo per la pressione delle opposizioni. Il solito regalo della destra ad imprenditori pirata che sfruttano il lavoro e i lavoratori. Il governo Meloni sta peggiorando la vita degli italiani e deve andare a casa”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

Maiorino, ‘su lavoratori sottopagati destra costretta al ritiro’

“Quella che avrebbe impedito ai lavoratori sottopagati di ottenere il maltolto malgrado la sentenza di un giudice era una norma ignobile su cui, alla fine, maggioranza e Governo sono stati costretti a battere in ritirata stralciandola dalla Manovra, come richiesto dal M5S. Prima FdI, Lega e FI hanno detto no al salario minimo e ora stavano addirittura per confezionare un provvedimento che avrebbe istituzionalizzato il lavoro povero. Il loro vergognoso tentativo di colpire nuovamente i più deboli si commenta da sé, ma lo abbiamo sventato. Su questi temi la nostra opposizione è e continuerà a essere durissima, non passeranno”. Lo afferma la vicecapogruppo del M5S al Senato Alessandra Maiorino.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link