Gruppi di agricoltori sono riusciti a entrare questa mattina all’alba a Parigi con i loro trattori, nonostante i divieti, e hanno raggiunto i principali monumenti della capitale – la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo – per protestare contro l’accordo commerciale Mercosur fra l’Unione europea e i Paesi latino americani.
Il presidente del Coordinamento rurale, secondo sindacato agricolo francese, Bertrand Venteau, ha parlato di “un centinaio” di trattori entrati nella capitale prima dell’alba.
Il ministero dell’Interno ha aggiunto che “la maggior parte sono stati bloccati alle porte della capitale” ma che una ventina circolavano verso le 8 in centro. “Vogliamo essere ricevuti oggi dalla presidente dell’Assemblée Nationale – ha dichiarato Venteau – e dal presidente del Senato”.
Mobilitato da settimane, il settore agricolo francese affronta diverse crisi: l’epidemia di dermatosi nodulare contagiosa che sta decimando i bovini, il calo dei prezzi del grano, l’aumento dei concimi e la minaccia di una concorrenza più agguerrita nel caso di firma da parte dell’Unione europea di un accordo di libero scambio con 4 Paesi del Sudamerica (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) sul quale si stava trattando da 25 anni e che sembra arrivato in dirittura d’arrivo.
Il governo “non lascerà correre” sulle azioni di protesta degli agricoltori con i trattori nella regione di Parigi, che sono “illegali”, ha avvertito oggi la portavoce del governo, Maud Bregeon, ai microfoni di France Info. “Bloccare parzialmente l’autostrada A13 come avvenuto questa mattina o tentare di raggiungere l’Assemblée Nationale con tutti i significati che comporta, è anche questo illegale – ha continuato la Bregeon – e quindi il ministro dell’Interno non lascerà correre”.
Da questa mattina, alcune decine di trattori che sono riusciti ad evitare il blocco della polizia stazionano attorno alla Tour Eiffel e all’Arco di Trionfo, con l’intenzione di raggiungere la sede del parlamento per protestare contro l’accordo sul Mercosur, che l’Ue dovrebbe firmare all’inizio della prossima settimana.
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