Giorgio Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop fascista nella Repubblica di Salò? “Sì, ma dopo aiutò il percorso verso la democrazia”. Lo afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa in una lunga intervista pubblicata dal Corriere della Sera.
Ne è sicuro?, gli viene chiesto. “Non lo dico io ma due presidenti della Repubblica, di cui uno ex Pci, e un presidente della Camera ex comunista”. Chi? “Luciano Violante disse che anche lui che “si impegnò per costruire un nuovo rapporto tra lo Stato e le masse popolari”.
Sergio Mattarella, sottolinea La Russa, ricordò che cercò “di legare i fili di una coerenza morale. E anche negli anni più difficili seppe comprendere l’importanza del dialogo e del confronto parlamentare” favorendo l’inclusione dell’elettorato di destra. Giorgio Napolitano apprezzò che cercò “piena legittimazione nel sistema democratico” e gli riconobbe il “merito di contrastare impulsi antiparlamentari dimostrando convinto rispetto per le istituzioni repubblicane”.
“Il Papa lo ricevette in Vaticano. E al suo funerale, in chiesa, trasmesso in diretta dalla Rai, parteciparono Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti”, risponde La Russa per spiegare il senso del suo ragionamento sul leader storico del Movimento Sociale.
Fornaro (Pd): ‘Da La Russa rilettura inaccettabile, Almirante fu un antisemita’
“La rilettura della storia da parte della seconda carica dello stato, il Presidente del Senato La Russa è francamente inaccettabile e distorcente. Almirante, infatti, non si limitò a mostrarsi ‘non contrario all’antisemitismo’, ma fu, invece, uno dei fomentatori dell’odio nei confronti degli ebrei e sostenitore della primazia della razza italica. Suggerisco al Presidente del Senato di andarsi a rileggere gli articoli che Almirante scrisse sulla rivista ‘La difesa della razza’ tra il 1938 e il 1942, la summa dell’antisemitismo del regime fascista, di cui fu anche segretario di redazione”. Lo scrive in una nota il deputato Pd, Federico Fornaro. “Scoprirebbe, ad esempio, un mirabile commento scritto nell’ottobre 1938 dal futuro leader del Msi all’indomani della espulsione dei professori e degli studenti ebrei dalle scuole e dalle università italiane, decisa dal regime fascista con un regio decreto legge del 5 settembre 1938. ‘Avrà perduto qualcosa per questo la nostra cultura?’ – scriveva Almirante – ‘No; perché quei 98 professori (universitari) erano ebrei, quindi non erano italiani, quindi non appartenevano che in apparenza, ai puri e semplici effetti amministrativi, alla scuola italiana. Erano già un corpo già avulso da quello della nostra vita culturale; adesso tale separazione è stata sanzionata dalla legge’. E ancora: ‘Il Ministero dell’Educazione ha annunciato l’istituzione di cattedre di razzismo in tutte le facoltà universitarie. Il provvedimento è salutare’. Per fortuna i documenti sono lì a testimoniare che Almirante non si limitò a svolgere compiti amministrativi nell’apparato burocratico della Rsi, ma si distinse in quella fase della storia italiana per essere un dichiarato antisemita, un fatto che non può e non deve essere ignorato”.
Bonelli: ‘La Russa su Almirante riscrive la storia e insulta vittime leggi razziali’
“Le dichiarazioni del Presidente del Senato La Russa su Almirante pubblicate oggi dal Corriere della Sera sono l’ennesima operazione di revisionismo storico inaccettabile da parte della seconda carica dello Stato. Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza’, sostenitore delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo feroce e consapevole. Presentarlo come protagonista del percorso democratico italiano significa insultare la verità storica e la memoria degli ebrei italiani perseguitati, deportati e uccisi. La politica del dialogo e la storia dei crimini sono piani distinti, e La Russa li mescola deliberatamente per riscrivere il passato e non è la prima volta. Come quando disse che nella Costituzione non c’è riferimento antifascista, quando reinterpretò i fatti via Rasella definendo ‘semi-pensionati’ i soldati nazisti. Oggi fa di un protagonista della propaganda razzista fascista un padre nobile della democrazia repubblicana. È inaccettabile. Da chi rappresenta le istituzioni ci si attende rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. La Russa non li rispetta. Non li ha mai rispettati.” Così Angelo Bonelli deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde
Fonti: ‘Becera polemica partitica sulle parole di La Russa al Corsera’
“Quegli esponenti della sinistra che negano sistematicamente la verità, fanno finta di non accorgersi che insultando il presidente La Russa ma soprattutto contrastando quanto riportato dal Corriere della sera su ciò che hanno testualmente detto gli ultimi due Capi dello Stato, offendono le parole dei Presidenti Mattarella e Napolitano che, in messaggi ufficiali, diedero ampio riconoscimento al ruolo e all’opera di Giorgio Almirante nell’Italia repubblicana, così come il presidente del Senato si è limitato a ricordare nell’intervista. E gli stessi, fanno altresì finta di non sapere che al funerale del capo del MSI, resero omaggio, in diretta RAI, Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta. Che tristezza rilevare come la becera polemica partitica possa cancellare quel dovuto rispetto per gli avversari che era presente almeno in Parlamento nei comunisti. Quelli veri che avevano combattuto per le loro idee così come Almirante per le sue”. Così fonti vicine al presidente del Senato della Repubblica commentano alcune dichiarazioni che hanno definito gravi le osservazioni del presidente Ignazio La Russa sul Corsera di oggi.
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