La voce di Carmen El Koudri è rotta, come la vita della sua famiglia dopo il 16 maggio, come quelle delle persone investite da suo fratello. In un messaggio audio la sorella di Salim, il 31enne che sabato si è scagliato a tutta velocità sulla folla in centro a Modena e ha tentato di accoltellare chi lo ha inseguito, cerca con fatica parole di vicinanza per le persone ferite e prova a dire che né lei né i suoi genitori avevano capito il disagio che attraversava il giovane.
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Un malessere che lo aveva portato quattro anni fa a rivolgersi ad un centro di salute mentale, ma senza coinvolgere i familiari, e su cui ora stanno lavorando gli inquirenti, per capire il motivo di un gesto che non ha ancora un perché. “È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. È che ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta. Non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato”, dice la sorella. Mentre parla e registra, Carmen El Koudri non riesce a trattenere il pianto. “Non abbiamo visto, non abbiamo captato che qualcosa è cambiato in lui. Sì, nell’ultimo periodo abbiamo notato che era combattuto, diverso, ma pensavamo fosse il dispiacere di non trovare lavoro a 30 anni. Mai, mai – ripete nel messaggio affidato all’avvocato Fausto Gianelli – avrei pensato a una cosa del genere”.
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“Pensare che l’abbia causato mio fratello… Non possiamo neanche smettere di volergli bene, lo andremo a trovare sì, ma non sappiamo quando. Non so neanche se riusciremo a guardarlo negli occhi. Mai, mai, mai in vita mia avrei immaginato qualcosa del genere. Nessuno, nessuno, neanche i miei genitori”, aggiunge. “Perché è sempre stato bravo, oserei dire anche il primo della classe, era vero. Studioso, preciso, ordinato, sempre pulito anche in camera sua. Era studente e figlio perfetto. Siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto insieme. Non abbiamo mai avuto problemi con i vicini, con qualunque persona incontrata nella nostra vita. Stavamo bene, non capisco cosa sia successo, non riesco a capire”, conclude. Che a scuola Salim El Koudri fosse bravo lo hanno detto anche gli ex compagni, gli insegnanti. Nel 2011, quando frequentava il liceo Tassoni a Modena, ha ricevuto anche una borsa di studio da 650 euro. Poi, dopo l’università, la laurea, e alcuni lavori saltuari, è successo qualcosa che non trova spiegazioni. Intanto una buona notizia arriva dagli ospedali. La turista tedesca 69enne rimasta amputata è stata trasferita da Baggiovara alla Germania: “Le condizioni della donna sono ulteriormente migliorate e questo ha consentito il trasferimento in patria, dove potrà continuare la convalescenza e la riabilitazione”, spiega l’Ausl. Resta invece sempre grave la donna polacca di 53 anni ricoverata in terapia intensiva, e non sono usciti dalla Rianimazione neppure i due coniugi 55enni, al Maggiore di Bologna.
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