Al 31 dicembre 2025, le prestazioni del sistema pensionistico italiano sono 23.181.898, per un ammontare complessivo annuo di 372.450 milioni di euro, corrispondente a un importo medio di 16.066 euro per prestazione. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio Prestazioni pensionistiche e beneficiari sottolineando che l’importo complessivo annuo ha registrato un incremento del 2,3%. I beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16.405.073 (+0,6%) con una media di 1,4 prestazioni a testa.
I beneficiari di prestazioni pensionistiche nel 2025 sono 16.405.073 con le donne che rappresentano la maggioranza dei pensionati, il 51%, ma percepiscono solo il 44% dei redditi. Lo rileva l’Inps spiegando che l”importo medio annuo dei redditi percepiti è di 26.031 euro per gli uomini (in aumento sui 25.712 medi del 2024) contro i 19.553 euro per le donne: (in crescita sui 19.140 del 2024). Il reddito da pensione degli uomini è superiore del 33% rispetto a quello delle donne. Il reddito medio dell’anno è stato di 22.703 euro in aumento sui 22.331 del 2024.
In Italia ci sono oltre 4,5 milioni di pensionati che nel 2025 avevano un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, oltre un quarto del totale (il 27,5%). Ricevono l’8,6% della spesa complessiva Emerge dall’Osservatorio Inps su Prestazioni pensionistiche e beneficiari secondo il quale sono 2,8 milioni le pensionate che ricevono assegni inferiori a 1.000 euro al mese. Tra 1.000 e 1.500 euro al mese ci sono 2.871.778 di pensionati, pari al 17,5% del totale quindi il 45% dei pensionati ha trattamenti inferiori a 1.500 euro al mese. I pensionati che hanno almeno 5mila euro al mese sono 477.654, il 2,9% del totale e ricevono il 10,7% della spesa complessiva. La prima classe di importo mensile quella fino a 500 euro, rappresenta il 10,3% dei pensionati, mentre quella compresa tra 500 e 1.000 euro comprende il 17,2% del totale. I pensionati con un reddito pensionistico superiore a 1.500 euro mensili sono oltre 9 milioni, pari al 55% del totale. L’analisi per sesso evidenzia una maggiore presenza degli uomini nelle classi di reddito pensionistico superiori a 1.500 euro mensili (il 64,3%) mentre la quota corrispondente tra le donne è pari al 46,2%. Il 53% delle pensioni ha un importo mensile inferiore a 1.000 euro, mentre la quota dei pensionati con un reddito pensionistico al di sotto della stessa soglia scende al 27,5%, principalmente per effetto del cumulo di più trattamenti. Mel Mezzogiorno la quota di pensionati che possono contare con redditi da pensione fino a 1.000 euro è al 35,3% mentre nel Nord è al 20,2% e al Centro a 25,3%. I pensionati con redditi da pensione superiori a tremila euro al mese sono appena l’11,9% nel Mezzogiorno, il 17,2% al Nord e il 17,8 al Centro. La distribuzione territoriale evidenzia una netta prevalenza dei pensionati di vecchiaia nelle regioni settentrionali, che rappresentano il 54,1% del totale. Al contrario, nel Mezzogiorno si concentra la quota maggiore di beneficiari di pensioni di invalidità previdenziale (47,2%) e di prestazioni assistenziali (48%). Nel Centro le diverse tipologie presentano quote relativamente omogenee, comprese tra il 20% e il 23%.
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