Nell’interrogatorio in corso a Sion Jacques Moretti, proprietario del Constellation e indagato sul rogo di Capodanno a Crans-Montana, non risponderà alle domande degli avvocati di parte civile su eventuali episodi di riciclaggio di denaro. Lo ha chiarito il suo avvocato Patrick Michod in una lettera inviata nei giorni scorsi alla procura del Vallese. Su queste ipotesi di reato è stato aperto dagli inquirenti un filone di indagine. Nel fascicolo dell’inchiesta compare infatti un rapporto dell’ufficio federale svizzero fedpol in cui si rilevano sui conti correnti movimenti “anomali” e “transazioni opache”.
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Per i lavori di ristrutturazione del Constellation, nel 2015, “non essendoci stato alcun cambio di destinazione d’uso, né interventi sui volumi dell’immobile non c’era bisogno di specifiche autorizzazioni”. Lo ha sostenuto oggi Jacques Moretti, proprietario del discobar andato a fuoco a Capodanno, durante l’interrogatorio in corso a Sion. L’imprenditore ha tuttavia precisato di essersi occupato personalmente dei lavori di ristrutturazione, ma di non aver seguito tutti gli aspetti amministrativi: “all’epoca dei lavori non ero ancora proprietario né conduttore dell’immobile, l’avvio del rapporto contrattuale era previsto solo dopo”. Per gli aspetti amministrativi – ha riferito l’imprenditore francese – l’allora proprietario dell’immobile Julien Beytrison aveva incaricato un professionista di Crans-Montana.
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“Non è stata una tragedia ma un omicidio per negligenza, non ci sono altre parole, il termine tragedia è come quello di catastrofe naturale, cioè un evento che non ci si aspetta, questo ce lo si aspettava”. Lo ha detto Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, ragazzo svizzero morto nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, prima di entrare nell’aula in cui è previsto l’interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del locale andato a fuoco. All’audizione sono presenti anche diversi familiari delle vittime e alcuni feriti.
Feriti e parenti delle vittime assistono all’interrogatorio di Jaques Moretti
Julien Beytrison “sapeva tutto” dei lavori di ristrutturazione del Constellation, di cui è stato proprietario fino al 2022, così come della destinazione del locale interrato, in cui è stata installata la schiuma fono assorbente, e della sala fumatori. Lo ha detto Jacques Moretti, nell’interrogatorio di oggi, a Sion, che si sta focalizzando sugli interventi che hanno preceduto l’apertura del locale nel 2015. “Beytrison sapeva, era stato anche invitato all’inaugurazione del nuovo Constellation e frequentava il locale anche con la sua famiglia”, ha ribadito Moretti, contestando le dichiarazione rese lo scorso luglio da Beytrison che aveva invece sostenuto di aver avuto “poche informazioni tecniche e finanziarie” sui lavori. L’immobile è stato poi acquistato dai Moretti per un milione e 500 franchi, circa un milione e 600 mila euro.
Jaques Moretti e la moglie Jessica
Numerose famiglie delle vittime dell’incendio di Crans-Montana e anche, per la prima volta, alcuni feriti stanno assistendo, in un’aula del politecnico di Sion, all’interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del discobar Constellation e principale indagato, con la moglie Jessica, per l’incendio del locale, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. L’audizione è iniziata alle 9 circa. Per evitare le telecamere e i giornalisti l’imprenditore – secondo quanto si è appreso – è arrivato poco dopo le 7. Moretti si trova agli arresti, con l’accusa di aver picchiato la moglie. Oggi era atteso il confronto tra i due ma dopo l’episodio di violenza domestica la procura del Vallese ha deciso di ascoltare solo l’uomo. Nell’aula dell’audizione sono presenti oltre cento persone, tra inquirenti, avvocati e parti civili.
Jaques Moretti
“Sono stato io a decidere di restringere la scala di uscita, ma le dimensioni rispettavano i limiti di legge, che ho letto su internet”. Così Jacques Moretti, durante l’interrogatorio di oggi, ha difeso la scelta di ridurre le dimensioni della scala che collegava l’interrato del Constellation all’uscita. È stata proprio quell’unica via di fuga a fare da ‘tappo’, ostacolando l’evacuazione del locale dopo l’inizio dell’incendio di Capodanno, a Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimsate ferite. “Moretti si è assunto la paternità di questa decisione pur non avendo lui consapevolezza dei minimi di legge avendoli cercati su internet: mi sembra una riposta superficiale e in ogni caso non sono mai state fatte delle prove di evacuazione e il risultato si è visto”, ha commentato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, ragazza milanese ferita nel rogo.
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