La strage di Kiev allontana la pace. Putin da Xi il 20 maggio – Notizie – Ansa.it

La strage di Kiev allontana la pace. Putin da Xi il 20 maggio – Notizie – Ansa.it


Un nuovo scambio di prigionieri, 205 per parte, è stato effettuato tra Russia e Ucraina. Un piccolo segnale di buona volontà che si perde negli eventi scoraggianti delle ultime ore, con il barometro che sembra puntare sconsolatamente verso una prosecuzione del conflitto a tempo indefinito. Il bilancio dei pesantissimi raid compiuti dai russi su Kiev nella notte tra mercoledì e giovedì è salito a 24 morti, tra cui tre adolescenti, secondo le fonti locali.

E tornando dalla Cina, Donald Trump ha detto di temere che l’attacco possa rallentare gli sforzi di pace. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, il presidente americano ha affermato di aver discusso del conflitto con il presidente Xi Jinping e che entrambi hanno concordato sulla necessità di porre fine ai combattimenti. “È una questione che vorremmo vedere risolta. Fino a ieri sera, sembrava andare bene, ma ieri sera (gli ucraini) hanno subito un duro colpo”, ha lamentato il tycoon. Il Cremlino ha sottolineato che segue “con particolare attenzione” le relazioni tra Usa e Cina dopo il vertice e spera di avere “informazioni di prima mano” durante una visita del presidente Vladimir Putin che avverrà “a breve”.

Secondo il South China Morning Post, il presidente russo potrebbe incontrare Xi a Pechino mercoledì 20 maggio. I raid russi su Kiev sono avvenuti solo 48 ore dopo lo scadere della tregua annunciata da Trump dal 9 all’11 maggio.

Secondo Volodymyr Zelensky le forze di Mosca hanno attaccato l’Ucraina con oltre 670 droni e 56 missili. “I russi hanno praticamente demolito un’intera sezione di un edificio con un loro missile”, ha dichiarato il presidente ucraino dopo aver visitato il luogo della strage a Kiev, dove oggi si osserva una giornata di lutto.

“Alcuni a Mosca non hanno ancora capito che gli ucraini non si arrenderanno mai per la loro indipendenza”, ha aggiunto il leader ucraino, avvertendo che ora “l’Ucraina ha il diritto di lanciare attacchi di rappresaglia contro l’industria petrolifera e il settore della difesa russi”. Raid che le forze ucraine compiono ormai da tempo, colpendo con i loro droni obiettivi distanti fino a 2.000 chilometri dal confine.

Nella notte tra giovedì e venerdì le forze ucraine hanno lanciato 355 droni d’attacco contro 17 regioni russe, compresa quella di Mosca, ha fatto sapere il ministero della Difesa russo. Il governatore di Ryazan ha detto che quattro persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise e 12 ferite nei raid sulla città, che hanno colpito due edifici residenziali e un impianto industriale. Secondo fonti di media ucraini, è stata attaccata la locale raffineria di petrolio, una delle più grandi della Russia, causando esplosioni e un vasto incendio. Intanto l’agenzia governativa russa per il monitoraggio finanziario (Rosfinmonitoring) ha inserito il gruppo punk Pussy Riot, protagonista tra l’altro la settimana scorsa di una contestazione contro il padiglione russo alla Biennale di Venezia, nella propria lista di “terroristi” ed “estremisti”.

Mentre la testata Moscow Times ha riferito che Nina Litvinova, una dissidente russa nipote di un ministro degli Esteri sovietico dell’era staliniana, si è suicidata all’età di 80 anni a Mosca lasciando un messaggio in cui accusa il potere per l’invasione dell’Ucraina e la repressione degli oppositori.

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