Ha ancora bisogno di cure, ma intanto sta meglio ed è anche tornato a scuola il piccolo Adam, l’unico di dieci fratelli sopravvissuto a un raid israeliano, che era arrivato in Italia da Gaza quest’estate per essere curato a Milano.
Mentre va avanti la fase di recupero, Adam – ancora attualmente in carico all’ospedale Niguarda su diversi fronti, sia clinici sia di supporto e riabilitazione – è stato iscritto a un istituto internazionale privato della città grazie al contributo per la retta di un donatore che ha scelto di restare anonimo.
“In questo momento è un bambino che è tornato veramente a essere un bambino dopo la tragedia che abbiamo vissuto” ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso dopo aver inaugurato il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Gaetano Pini di Milano.
“L’ho visto finalmente sorridere l’altro giorno quando ha cominciato la scuola – ha aggiunto – poi vedremo nel corso del tempo se lui e la mamma decideranno di rimanere qui a Milano o se trovare altre destinazioni”. Adam e la mamma, la pediatra Alaa al-Najjar, alloggiano in una casa messa a disposizione da Progetto Arca, l’associazione che sta coordinando la raccolta fondi per il piccolo e per tutti gli altri bambini che sono in cura in Lombardia.
Ad oggi sono stati donati più di 80 mila euro destinati all’acquisto di giocattoli, occhiali, ventilatori e tutto ciò che può riguardare le necessità di vita quotidiana (si può continuare a donare su progettoarca.org). Adam, quando era arrivato, era pieno di schegge dal capo ai piedi e riportava lesioni nervose periferiche. Erano stati necessari trattamenti chirurgici e tuttora sta continuando ad esser curato in ospedale almeno tre giorni a settimana, con un percorso che sarà ancora lungo.
Oltre a lui, al Niguarda sono in carico anche una bambina di 3 mesi con una seria cardiopatia e un altro di 4 anni con diverse ferite e lesioni dovute a detriti da scoppio. Un altro bimbo è al Buzzi di Milano, tre sono al Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove ci sono, ha spiegato Bertolaso, casi per i quali la prognosi “è ancora riservatissima”.
Ad ogni modo “non abbiamo segnali di eccessiva preoccupazione – ha proseguito -. Tutti i bambini ricoverati negli ospedali della Lombardia sono seguiti con l’amore e l’affetto con cui ci prendiamo cura dei piccoli di qualsiasi nazionalità”.
La Regione, ha fatto sapere l’assessore, è disponibile ad accogliere altri bimbi di Gaza: “L’ho ripetuto anche l’altro ieri al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Riceviamo moltissime richieste d’aiuto ma è chiaro che non possiamo intervenire in modo unilaterale – ha concluso Bertolaso -. Tutto deve passare attraverso la Farnesina e organizzazioni che si occupano di trasporto e di ricovero di bambini palestinesi”.
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