‘La Uefa valuta la sospensione di Israele’ – Notizie – Ansa.it

‘La Uefa valuta la sospensione di Israele’ – Notizie – Ansa.it


“La Uefa valuta la sospensione di Israele dalle competizioni calcistiche internazionali”, e una decisione potrebbe essere presa la prossima settimana. La notizia rilanciata dal Times scuote il calcio mondiale, anche se da Nyon in via informale viene fatto trapelare che nessuna riunione è in programma nei prossimi giorni. Ma lo scenario è instabile, anche in vista di Italia-Israele del 14 ottobre a Udine, che salterebbe se la Uefa davvero votasse per un bando.

Questa ipotesi confligge con lo status di associata Fifa della confederazione calcistica europea. E’ evidente che difficilmente la Fifa, organizzatrice del mondiale, accetterebbe una esclusione preventiva di Israele, questo anche, ma non solo, alla luce del fatto, che il presidente Fifa Gianni Infantino vanta solidissime rapporti con il presidente americano Donald Trump, che sarà addirittura presente già al sorteggio del torneo iridato del prossimo 5 dicembre.

La vicenda è da vero e proprio intrigo internazionale a sfondo calcistico. Dopo che il Cio ha chiarito nei giorni scorsi di non aver mai preso in considerazione l’ipotesi di un’esclusione degli atleti israeliani, Uefa e Fifa sono stati chiamati al boicottaggio di Israele da esperti Onu, che hanno parlato a titolo personale. Il dato di partenza è l’orientamento di diversi paesi Uefa a escludere Israele: la Spagna in prima fila, sull’onda della richiesta del premier Sanchez bocciata dal Ci , e con lei anche Norvegia e i nordici. Il Times parla di “maggioranza” all’interno dell’esecutivo della confederazione europea, di cui il n.1 Figc, Gabriele Gravina, è primo vicepresidente, e di una decisione a breve. Ma al momento non ci sono riunioni dell’Esecutivo in programma e se Ceferin, presidente Uefa, non ha spinto sull’acceleratore è per questione di equilibrio politico e soprattutto per la convinzione che la decisione, oltre che dalla casa madre Fifa, sarebbe facilmente oppugnabile da parte del governo israeliano al Tas, il tribunale sportivo di Losanna.

Le voci su una crescente opposizione a Israele all’interno dell’Uefa avevano cominciato a circolare nei giorni scorsi sui media di Tel Aviv, convinti che a muovere la richiesta fosse il Qatar con il peso politico-calcistico di Al Kelhaifi, proprietario del Psg. Ai giornali nazionali, il ministro dello sport, Miki Zohar, ha affermato di “essere al lavoro con il premier Benyamin Netanyahu per impedire questa mossa”. E gia’ tenere alta l’attenzione sugli orientamenti degli oppositori Uefa appare come una mossa per frenarli. Gli Usa – che ospiteranno con Canada e Messico i prossimi Mondiali – si oppongono a un bando calcistico.

“Lavoreremo con decisione per frenare qualsiasi tentativo di bandire Israele dalla Coppa del Mondo”, ha chiarito a Sky News una fonte del Dipartimento di Stato americano, mentre le indiscrezioni sulle prossime mosse Uefa rimbalzavano anche negli Usa, da Espn. Sulla possibilità di non giocare contro Israele, neanche la Norvegia – in prima linea nelle proteste e presente nell’Esecutivo Uefa – si è espressa. L’Italia è attesa dal confronto con la nazionale di Ben Shimon il 14 ottobre a Udine, partita già colpita da una fortissima polemica sull’opportunità di andare in campo.

Intanto ieri i 120 tifosi al seguito del Maccabi Tel Aviv, unica squadra nelle coppe europee, sono stati difesi da cordoni di polizia greca a Salonicco, mentre i tifosi del Paok fischiavano i giocatori israeliani ed esponevano lo striscione ‘Cartellino Rosso a Tel Aviv’. La situazione è in evoluzione, certo è che se avesse voluto escludere il Maccabi dall’Europa League, la Uefa avrebbe potuto farlo prima del via della competizione. 

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