Si è conclusa la procedura scritta per l’adozione formale all’accordo commerciale con il blocco sudamericano del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), confermando il via libera all’intesa espresso in mattinata a maggioranza qualificata dagli ambasciatori dei Ventisette. Lo si apprende a Bruxelles.
L’accordo commerciale tra l’Ue e i Paesi sudamericani del Mercosur sarà firmato il 17 gennaio in Paraguay. Lo ha annunciato su X il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno. “Dopo oltre 30 anni di negoziati, il 17 gennaio in Paraguay firmeremo un accordo storico e il più ambizioso tra i due blocchi”, ha scritto sui social, ricordando che i Paesi del Mercosur “avranno un accesso preferenziale” al mercato Ue e “la terza economia mondiale, un mercato di 450 milioni di persone, che rappresenta circa il 15% del Pil mondiale. Il 99% delle esportazioni agricole del Mercosur ne trarrà beneficio”.
I Paesi Ue hanno dunque adottato entrambe le decisioni che autorizzano la firma dell’accordo di partenariato Ue-Mercosur e dell’accordo commerciale interinale. Il via libera spiana la strada alla firma definitiva dell’accordo da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che dovrebbe recarsi in Paraguay all’inizio della prossima settimana.
Il via libera era arrivato dagli ambasciatori dei 27 Stati membri riuniti al Coreper. Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” da parte delle delegazioni sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Ha quindi deciso di avviare la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni, attesa nel pomeriggio. A quanto si apprende, la procedura scritta si chiuderà alle 17, con possibili modifiche.
Una volta adottate formalmente con procedura scritta, la Commissione europea potrà firmare l’accordo con i Paesi del Mercosur nei prossimi giorni. Gli ambasciatori hanno confermato inoltre l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo a dicembre sulle salvaguardie bilaterali, abbassando dall’8% al 5% la soglia per l’avvio di indagini sui prodotti agricoli sensibili, come richiesto dall’Italia.
L’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur è stato approvato con il voto positivo della maggioranza qualificata dei Paesi membri. Cinque governi hanno votato contro l’intesa: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è invece astenuto.
Gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue hanno confermato l’intesa con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia dell’accordo commerciale con il Mercosur, introducendo però una modifica: la soglia per far scattare le indagini sui prodotti agricoli sensibili – in caso di possibili turbamenti del mercato – è stata abbassata dall’8% al 5%. Lo si apprende da fonti europee dopo il via libera a maggioranza qualificata degli ambasciatori Ue alla firma dell’accordo. La misura era stata richiesta dall’Italia tra le condizioni per tutelare gli agricoltori. Spetterà ora alla presidenza Ue di Cipro informare l’Eurocamera dell’adeguamento.
“La perseveranza e l’impegno dell’Europa nel realizzare le nostre priorità e mantenere i nostri impegni sono evidenti. In un momento in cui il commercio e le dipendenze vengono strumentalizzati e la natura pericolosa e transazionale della realtà in cui viviamo diventa sempre più evidente, questo storico accordo commerciale è un’ulteriore prova che l’Europa traccia la propria rotta e si conferma un partner affidabile”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla luce dell’ok dei 27 all’intesa Ue-Mercosur. “Non vedo l’ora di recarmi in Paraguay per poter iniziare insieme questa nuova era”, ha aggiunto.
“Vorrei soffermarmi brevemente sui vantaggi che questo accordo porterà all’Europa, poiché è positivo per i nostri cittadini, le nostre imprese e tutti gli Stati membri – ha sottolineato ancora – Oggi 60 000 aziende europee esportano verso il Mercosur, metà delle quali sono piccole e medie imprese che beneficeranno di tariffe più basse, risparmieranno circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi all’esportazione e beneficeranno di procedure doganali più semplici. Fondamentalmente, l’accordo garantirà alle nostre aziende un migliore accesso alle materie prime essenziali. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei nostri agricoltori e del nostro settore agricolo e abbiamo agito di conseguenza. Questo accordo contiene solide garanzie per proteggere i loro mezzi di sussistenza. Stiamo inoltre intensificando le nostre azioni in materia di controlli sulle importazioni, perché le regole devono essere rispettate, anche dagli importatori”.
“Allo stesso tempo – ha rimarcato von der Leyen – sfrutteremo le opportunità che questo accordo offre ai nostri agricoltori. Ad esempio, l’accordo include 350 indicazioni geografiche europee, più di qualsiasi altro accordo commerciale dell’Ue”. “Si tratta di un accordo vantaggioso per entrambe le parti. In qualità di uno dei principali partner commerciali e di investimento del Mercosur, questo accordo creerà maggiori opportunità commerciali e stimolerà gli investimenti europei in settori strategici. Si prevede che le esportazioni dell’Ue verso il Mercosur cresceranno di quasi 50 miliardi di euro entro il 2040 e che le esportazioni del Mercosur cresceranno a loro volta fino a 9 miliardi di euro. Infine, questo è più di un accordo commerciale basato su un partenariato paritario. Stiamo creando una piattaforma per il dialogo politico che rafforzerà le relazioni tra l’Europa e il Mercosur e ci consentirà di allinearci meglio con i nostri partner internazionali”.
Per il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è “una giornata storica per il multilateralismo”. “Dopo 25 anni di negoziati, è stato approvato l’accordo Mercosur-Unione Europea, uno dei più grandi accordi di libero scambio al mondo. La decisione, sostenuta dalla parte europea, unisce due blocchi che insieme comprendono 718 milioni di persone e un Pil di 22,4 trilioni di dollari”, sottolinea Lula in un comunicato.
Secondo Lula, “in uno scenario internazionale di crescente protezionismo e unilateralismo, l’accordo segnala il sostegno al commercio internazionale come motore di crescita economica, a vantaggio di entrambi i blocchi. Si tratta di una vittoria per il dialogo, la negoziazione e l’impegno per la cooperazione e l’integrazione tra paesi e
blocchi”, conclude la nota.
Soddisfatto il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida che parla di “un fondo da 6,3 miliardi di euro per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato,
insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam” che “garantiscono alle nostre imprese condizioni migliori per la produzione”.
Tra gli altri risultati, ha evidenziato Lollobrigida, c’è l’abbassamento della soglia “del meccanismo di salvaguardia dall’8 al 5% e il rafforzamento del sistema dei
controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea”.
“L’Italia in questi lunghi mesi di trattative ha fatto in modo che l’Agricoltura e gli agricoltori tornassero al centro del dibattito sia in Italia che nell’Unione europea. Oggi sono tornati ad essere riconosciuti come custodi del territorio e dell’ambiente, e garanti della nostra sovranità e sicurezza alimentare”, ha aggiunto Lollobrigida, sottolineando un “risultato storico” raggiunto dall’Italia: “Un incremento dei fondi della Pac annullando le proposte di taglio avanzate in prima battuta dalla Commissione del 23%. Gli agricoltori possono oggi guardare al futuro sapendo di poter contare sul giusto sostegno dell’Europa per essere forti e competitivi. Rispetto al Mercosur, abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità. Oggi, grazie al lavoro dell’Italia, l’accordo è occasione di sviluppo e crescita economica ma presenta meccanismi di protezione e di reciprocità che riteniamo adeguati e sui quali vigileremo”.
Il ministro ha poi ricordato che oggi il Coreper ha dato mandato di firma alla Commissione europea per proseguire nel percorso che porterà all’approvazione del trattato commerciale. “Gli agricoltori avranno dunque un meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità”.
La reciprocità, ha sottolineato il ministro, è un principio che deve valere per tutti gli scambi commerciali con gli Stati terzi, non solo per il Mercosur: “Abbiamo chiesto e ottenuto regole, alle quali l’Unione europea sta lavorando e sul cui progresso vigileremo, che imporranno una cosa logica: i prodotti in ingresso non possono contenere residui di sostanze vietate per gli agricoltori europei. Giocare con le stesse regole è alla base della competitività delle nostre imprese”, ha concluso.
La Lega però ribadisce la sua contrarietà: “Queste le motivazioni del ministro Lollobrigida per il suo sì al Mercosur. Mi piacerebbe poter condividere il suo ottimismo ma temo che i rischi siano ancora superiori ai benefici. La posizione della Lega è storicamente contraria. Arriverà in Parlamento”, afferma sui social il senatore leghista Claudio Borghi, commentando il comunicato del ministro dell’Agricoltura.
“La Lega continuerà a mantenere la propria storica posizione contraria all’accordo e lo ribadirà ogni volta che questo tema verrà discusso e votato nelle sedi deputate a farlo, ovvero i Parlamenti. La tutela dei nostri agricoltori e della qualità del Made in Italy resta per noi una priorità assoluta”, sottolinea il senatore Giorgio Maria Bergesio, responsabile del dipartimento Agricoltura del partito. .
Per Confindustria invece “con il via libera degli Stati membri all’accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur, l’Europa compie una scelta strategica di grande lungimiranza, portando a compimento un negoziato durato 25 anni e dando vita a un mercato integrato di oltre 700 milioni di consumatori”.
“L’intesa consolida un legame strutturato con alcune tra le più dinamiche economie emergenti del mondo e rappresenta un passo storico per la competitività dell’industria europea e per il rafforzamento della dimensione geoeconomica del continente in una fase globale complessa e decisiva”, afferma l’associazione degli industriali.
“Dopo la firma congiunta prevista nei prossimi giorni con la presidenza Mercosur, attualmente detenuta dal Paraguay, l’auspicio è – indica viale dell’Astronomia – che il percorso verso la ratifica da parte del Parlamento europeo possa procedere con rapidità, consentendo all’accordo di entrare in vigore e di sprigionare pienamente il suo potenziale”.
L’intesa – prosegue ancora Confindustria, con una nota – “rafforza in modo significativo la proiezione globale dell’Europa, amplia e diversifica i mercati di sbocco per le produzioni europee e italiane, rende più sicuro l’accesso a materie prime e minerali critici e favorisce collaborazioni industriali in settori strategici per l’innovazione. Per l’Italia, i benefici sono particolarmente rilevanti: l’interscambio di beni con la regione ha già superato i 13 miliardi di euro e l’accordo apre la strada a surplus crescenti, con un export composto per oltre il 94% da beni industriali. Le tutele previste per i comparti agricoli più sensibili, insieme a contingenti tariffari mirati e a una clausola di salvaguardia bilaterale, garantiscono un sistema di protezione solido ed efficace, capace di coniugare apertura dei mercati, competitività e tutela delle produzioni”.
Dubbi arrivano invece da Coldiretti: “C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.
“Ora la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”, afferma Coldiretti, sottolineando che “questo accordo, così com’è, finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei”.
Adesso, conclude l’associazione, “la palla è totalmente nel campo della Commissione da cui ci si aspetta un’iniziativa risolutiva in difesa degli standard europei. Prosegue la nostra mobilitazione permanente e se non ci saranno risposte saremo a Strasburgo il prossimo 20 gennaio per gridare ancora una volta il nostro ‘no’ a un accordo che, così com’è, è voluto fortemente dalla Von der Leyen”.
Le proteste
Trattori bloccano il traffico a Milano
Intanto, nuova giornata di proteste degli agricoltori. A Milano i trattori bloccano il traffico contro il trattato di libero scambio con il Mercosur. I mezzi agricoli con le bandiere tricolori sono arrivati a decine in piazza Duca d’Aosta, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, scaricando anche balle di fieno e suonando i clacson. La mobilitazione è stata indetta da Coapi e Riscatto agricolo Lombardia contro la firma del trattato che “favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani”. Gli agricoltori chiedono di avere “un prezzo giusto per i produttori e i consumatori con nome, controlli efficaci e certi contro il trust e la speculazione”.
In Spagna, agricoltori e allevatori spagnoli stanno effettuando blocchi stradali in diverse regione e collegamenti interrotti anche alla frontiera con la Francia. Le mobilitazioni si inseriscono nell’ondata di contestazioni che coinvolge vari paesi europei.
La situazione più critica è in Catalogna, dove per il secondo giorno i manifestanti hanno bloccato l’autostrada AP-7 vicino al confine francese e la nazionale N-II a Pontos (Girona), sempre in Catalogna, minacciando una protesta a tempo indefinito.
Bloccato anche l’accesso al porto di Tarragona.
Le proteste sono organizzate in prevalenza dal movimento degli agricoltori ‘Revolta Pagesa’, che chiede a Bruxelles di non ratificare l’intesa con i Paesi sudamericani.
“L’accordo mette a rischio la sopravvivenza del settore e la sovranità alimentare”, ha ribadito il portavoce di Revolta Pagesa, Joan Rifà, in dichiarazioni ai media, denunciando la concorrenza ritenuta sleale delle importazione extra-Ue.
Blocchi stradali con trattori anche in Castiglia e Leon, in vari punti dell’autostrada A.-2 da parte di organizzazioni agricole, che denunciano l’impatto dell’accordo con Mercosur sui prezzi, sui redditi e sugli standard ambientali e sanitari, chiedendo al governo spagnolo di schierarsi contro l’intesa.
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