Lane (Bce): ‘La flessibilità Ue? Servono misure mirate ai bassi redditi, non a pioggia’ – Notizie – Ansa.it


Di fronte all’alta inflazione, “è importante che le persone a basso reddito siano protette in modo particolare attraverso misure mirate”. Lo ha detto in un’intervista all’ANSA Philip Lane, capo economista e membro del direttorio della Bce, rispondendo a una domanda sulla richiesta italiana di una maggiore flessibilità in vista della manovra. Ma “un’espansione di bilancio molte generale e diffusa non sarà d’aiuto”: il sostegno ai redditi dalla legge di bilancio “dovrebbe essere il più mirato possibile, perché un sostegno di bilancio a pioggia accresce essenzialmente la domanda nell’economia, e ciò non aiuterà l’inflazione a tornare al 2% in tempi rapidi”.

“Nelle nostre proiezioni di settembre, vediamo che in Italia i salari cresceranno più dell’inflazione nel 2027 e 2028” e “riteniamo che la buona performance dell’economia italiana dovrebbe consentire un miglioramento dei salari reali e del tenore di vita, l’anno prossimo e quello successivo”, ha poi detto Lane, rispondendo a una domanda sui timori per il potere d’acquisto delle famiglie.

Lane ha sottolineato la “solidità di fondo” dell’economia italiana e ricordato che “i salari relativi sono una componente importante della competitività”. “Collettivamente, questo prezzo dell’energia molto elevato rappresenta una perdita per l’economia europea. E sfortunatamente è impossibile dire che si debbano proteggere pienamente tutti i lavoratori, in ogni momento, da questa perdita”.

“L’inflazione è molto dannosa” e “le persone soffrono davvero se l’inflazione diventa troppo alta” ha invece risposto Lane a una domanda sulle critiche, mosse spesso dalla politica anche in Italia, ai rialzi dei tassi Bce. “Se il tasso d’inflazione fosse rimasto al 3% o 4%” con una inerte dopo lo shock energetico russo-ucraino – ha detto Lane – “ciò sarebbe stato molto dannoso per i lavoratori italiani, per le famiglie italiane”. Se la Bce non alzasse i tassi quando è necessario, “l’inflazione sarebbe troppo alta, e se le persone si aspettassero un’inflazione troppo alta, i tassi a lungo termine salirebbero”, ha detto Lane riferendosi alle tensioni sugli spread.

Lane, a domanda sulle critiche della politica ai rialzi dei tassi Bce, ha risposto che “l’inflazione è molto dannosa” e “le persone soffrono davvero se l’inflazione diventa troppo alta”: Secondo l’economista irlandese, “se il tasso d’inflazione fosse rimasto al 3% o 4%” con una Bce inerte dopo lo shock energetico russo-ucraino “ciò sarebbe stato molto dannoso per i lavoratori italiani, per le famiglie italiane”. Se la Bce non alzasse i tassi quando è necessario, “l’inflazione sarebbe troppo alta, e se le persone si aspettassero un’inflazione troppo alta, i tassi a lungo termine salirebbero”, ha detto Lane riferendosi alle tensioni sugli spread.

Quanto allo scenario macroeconomico e alle future scelte di politica monetaria della Bce, “Riteniamo che un aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, soprattutto se trainato più da fattori esterni e globali che da fattori europei, rallenti l’economia europea e, di per sé, riduca il tasso d’inflazione”. La situazione sui mercati, con nei giorni scorsi una forte fiammata dei rendimenti di Paesi come Francia e Italia in scia ai treasury statunitensi, “entrerà nel quadro complessivo, insieme all’analisi dell’inflazione e all’analisi dei rischi, nel determinare dove dobbiamo portare il tasso ufficiale”.

Lane si è soffermato su un altro fattore in grado di influire le dinamiche dei prezzi. “L’investimento pubblico in diversi Paesi, inclusa l’Italia, è relativamente forte quest’anno”, ha detto riferendosi soprattutto allo
stimolo alla crescita, e di riflesso all’inflazione, ma il Next Generation Eu “si conclude quest’anno”. Guardando avanti, al 2027 e 2028, “il quadro sarà diverso rispetto al 2026”. Nelle analisi con cui la Bce decide sui tassi d’interesse – ha poi aggiunto Lane – nonostante i prezzi dell’energia più alti rispetto allo scenario di base di Francoforte, “quanto agli effetti di secondo round, finora non ne abbiamo osservati di molto intensi. Continuiamo a monitorarli” ma “l’intensità della trasmissione al resto dell’economia resta incerta”.

 

Qui il link all’intervista integrale 

 

 

 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link