Lavitola confessa: “Sono io il mandante dell’attentato a Ranucci, l’ho fatto per il suo bene” – Notizie – Ansa.it


Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durato oltre 5 ore, Valter Lavitola ha ammesso “di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci” così come ipotizzato dalla procura di Roma. Lavitola “ha riferito anche le ragioni per cui si è si è spinto a fare questo atto indubbiamente delittuoso: lo ha fatto per il bene di Ranucci, perché era oggetto di attentati”, ha detto l’avvocato Sergio Cola, difensore dell’imprenditore, dopo l’interrogatorio di garanzia.

“Ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato e dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta”, ha affermato Cola.

I pm della Dda contestano all’indagato anche l’aggravante del metodo mafioso.

Resta latitante Gomes Tavares, factotum di Lavitola e ritenuto dagli investigatori l’intermediario con la banda che avrebbe piazzato l’ordigno. L’uomo si troverebbe in Africa e i pm sono pronti ad avviare la procedura per chiederne l’estradizione.

“Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. Lo scrive Sigfrido Ranucci su Facebook in un post dal titolo “La voce che spaventa”. “Muoiono tutti nello stesso modo – prosegue -, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto un attimo prima degli altri il disegno di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”.

Intanto si è riunito il Comitato etico della Rai, chiamato a esprimere un parere sulla vicenda che coinvolge Ranucci e sul futuro della conduzione di Report. La relazione potrebbe essere trasmessa già oggi all’amministratore delegato, per le sue valutazioni. Restano sullo sfondo le voci di una possibile sostituzione alla guida del programma. Al momento, tuttavia, appare improbabile che il nome di un eventuale successore possa emergere in tempi rapidi.

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