Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che le autorità russe sono “pronte” a negoziati con l’Ucraina in “qualsiasi formato” ma, parlando di un eventuale vertice, ha affermato che “è necessario prepararlo con la massima attenzione in tutte le fasi precedenti”. Lo riporta la Tass.”In ogni caso, come ho già detto, siamo pronti per qualsiasi formato, ma quando si tratta di un vertice, è necessario prepararlo con la massima attenzione in tutte le fasi precedenti, in modo che i vertici non si traducano in un peggioramento della situazione, ma mettano davvero fine a quei negoziati che siamo pronti a continuare”, ha affermato Lavrov secondo l’agenzia di stampa ufficiale russa.
Discutere di garanzie di sicurezza in Ucraina senza la Russia è una strada che non porta da nessuna parte ha aggiunto Lavrov citato dall’agenzia Ria Novosti aggiungendo che “la Russia vede finora dalla Ue solo un’aggressiva escalation della situazione e goffi tentativi di cambiare la posizione di Donald Trump sulla soluzione ucraina”.
Lavrov ha citato oggi come “un ottimo esempio” per le garanzie di sicurezza all’Ucraina quelle proposte in un documento dagli stessi negoziatori di Kiev nel 2022 durante trattative, poi naufragate, a Istanbul. Lavrov ha ricordato che la proposta della parte ucraina, che “la delegazione russa aveva accettato”, prevedeva tra l’altro che a garantire la sicurezza dell’Ucraina fossero anche i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, “comprese Russia e Cina, oltre a Usa, Francia e Gran Bretagna”.
Cremlino, colloquio Putin-Erdogan sull’Ucraina
Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso la situazione dei negoziati sull’Ucraina con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan in un colloquio telefonico avuto oggi. Lo rende noto il Cremlino. Putin ha sottolineato “con soddisfazione l’assistenza fornita dalla Turchia” per lo svolgimento delle trattative russo-turche svoltesi finora a Istanbul.
Wsj, ‘Putin in difficoltà su un incontro con Zelensky’
Un incontro fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky non ci sarà “velocemente” nè “facilmente”. Il leader del Cremlino, afferma il Wall Street Journal, ha descritto il presidente ucraino come un “burattino” nelle mani dell’occidente e ha insistito più volte sul fatto che molti problemi vanno risolti prima di un faccia a faccia, oltre ad aver messo in dubbio la sua autorità nel firmare un possibile accordo di pace. Negoziare direttamente con Zelensky sarebbe direttamente in contrasto con la narrazione che Putin ha costruito per giustificare l’invasione dell’Ucraina e quindi trattare con lui creerebbe un problema per Putin. La richiesta di un incontro avanzata da Trump fra i due leader mette lo zar in difficoltà. Se rifiutasse rischierebbe di irritare Trump, che lo ha già minacciato di sanzioni. Ma sedersi con Zelensky potrebbe danneggiarlo agli occhi dell’opinione pubblica russa.
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