Le carte degli ispettori del Mic, ‘nessun invito dalla Biennale a Mosca’ – Notizie – Ansa.it

Le carte degli ispettori del Mic, ‘nessun invito dalla Biennale a Mosca’ – Notizie – Ansa.it


Sette pagine di botta e risposta, sintesi di due giornate di confronto tra gli ispettori del ministero della Cultura e i legali della Biennale di Venezia, ma anche di due mesi di fuoco che hanno trasformato una delle più importanti esposizioni di arte contemporanea al mondo in terreno di scontro politico.

La relazione stilata dagli 007 del Collegio Romano fa il punto sulle principali contestazioni mosse all’ente culturale guidato da Pietrangelo Buttafuoco per la scelta di riaprire le porte alla Russia e sulla linea difensiva della Biennale: nessun ‘invito formale’ a Mosca; pieno rispetto delle sanzioni imposte dall’Europa con la scelta di lasciare il Padiglione chiuso al pubblico; linea prudenziale sui conti a fronte dello stop ai fondi europei.

La palla passa ora a Palazzo Chigi: è lì che lunedì approderanno le carte, spiega il ministro Alessandro Giuli, pur assicurando che l’ipotesi commissariamento “non è mai stata in campo”. “La Federazione russa non è stata formalmente invitata”, spiega la Biennale. “Il Padiglione Russia (costruito ai tempi di Nicola II) è stato recentemente restaurato nel 2019, e risulta che la Federazione Russa abbia dato comunicazione dei lavori al Comune di Venezia e Soprintendenza”.

Peraltro la Biennale “non è una Expo”: “non promuove le partecipazioni degli Stati ma sono questi che decidono di partecipare”. Per quanto riguarda il taglio di 2 milioni di fondi Ue in tre anni, la linea è quella della cautela: nel “bilancio 2025 è stato prudenzialmente iscritto a fondo rischi la quota dell’acconto ricevuto che si riferisce al 2026-2027, la quota per gli anni 2026-2027 è attualmente prevista nel budget 2026 della Fondazione” e “il Consiglio, per il momento, si è riservato ogni decisione”. Quanto al regime sanzionatorio imposto a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina, la Biennale rivendica di aver verificato “l’osservanza della normativa da parte dei progetti presentati”.

E precisa che “il vernissage, tra il 5 e l’8 maggio, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico e, pertanto, non si prevede la presentazione di Scia per manifestazione pubblica”. In ogni caso la Russia, in base alle sanzioni vigenti, “non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il Padiglione al pubblico”: resterà infatti chiuso per tutta la durata dell’Esposizione (9 maggio-22 novembre) e i visitatori potranno assistere dall’esterno a ‘The Tree is Routed in the Sky’, questo il titolo della performance, che sarà registrata nei giorni precedenti.

Nel verbale degli ispettori si fa luce anche sulle dimissioni della Giuria internazionale, dopo la diffida dell’artista rappresentante di Israele, Belu-Simion Fainaru, che ha prospettato una richiesta di risarcimento danni per discriminazione dopo l’annuncio che sarebbero stati esclusi dai premi i Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità (il caso appunto di Israele e Russia). La Giuria, spiega la Biennale, è stata informata del “personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni”: di qui la scelta di lasciare, e la rivoluzione voluta dalla Fondazione, con i ‘Leoni dei visitatori’, decisi cioè del pubblico della mostra.

Capitolo “chiuso” per Giuli, per il quale Buttafuoco “è un fratello sbagliato, ma un fratello sbagliato rimane un fratello”, dice a Repubblica. “È stato vittima di una fantasia pacificatoria, voleva l’Onu dell’arte, ha finito per illudersi di poter fare politica estera. Ma questa spetta al governo e al Parlamento”. E si è “persino auto-commissariato”: “si passa dal giudizio di una giuria di esperti al voto dei visitatori”.

A Ca’ Giustinian si lavora in silenzio. Decine di artisti, intellettuali e docenti italiani e russi hanno chiesto alla Biennale di aprire le porte ai “veri dissidenti”, dando voce in qualche modo ai 31 artisti russi incarcerati. Ma la risposta resta il ciclo di tre incontri ‘Il dissenso e la pace’, annunciati da Buttafuoco per il 6, 7 e 8 maggio. Intanto si lavora per gli ultimi dettagli dei Padiglioni, compreso quello russo, dal quale arriva già in queste ore l’eco delle prove di The Tree is Routed in the Sky, che tra musica, arte e letture coinvolgerà una trentina di artisti, anche argentini, brasiliani, maliani e messicani.

L’opening – solo su invito – è in programma il 6 maggio alle 17. E fuori dai cancelli si annunciano proteste: sempre il 6 maggio, dalle 10 alle 13, ci sarà ‘Dai margini dell’Impero alla laguna aperta. Nomi. Volti. Voci’, un’iniziativa organizzata “per rendere visibili artisti e artiste dei popoli indigeni e colonizzati della Federazione russa”, organizzata da Arts Against Aggression, Memorial Italia, League of Free Nations. Il 9 a manifestare contro la presenza di Mosca saranno Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni, mentre per l’8 è prevista una mobilitazione contro “il Padiglione Genocidio” di Israele da parte del collettivo ‘Art Not Genocide Alliance’.

 

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