Leone XIV, il ‘manageremita’ – L’impero dei Segni – Ansa.it

Leone XIV, il ‘manageremita’ – L’impero dei Segni – Ansa.it


ANSA – di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini. Dopo i primi mesi di assestamento, che a qualcuno sono parsi fin troppo ‘pallidi’, soprattutto dopo il ciclone Francesco, Leone XIV ha fatto capire chi è: l’occasione, neanche a dirlo, gliela ha data Donald Trump, lo stesso che aveva ‘messo il cappello’ sulla sua elezione al soglio di Pietro un anno fa (‘senza di me un americano non sarebbe mai diventato Papa’). Ne parliamo, guardando come sempre anche a Papa Prevost con i parametri del marketing e della comunicazione – come faremmo per un brand – e lo facciamo con l’aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic, saggista ed esperto di comunicazione. Ne emerge una figura dalla duplice natura: un manager pragmatico (dunque capace di gestire e riorganizzare, anche senza darlo troppo a vedere) e un eremita di profonda spiritualità, di stretta osservanza agostiniana, che rivendica con orgoglio il piano su cui si colloca, molto diverso da quello del presidente degli Stati Uniti. E che, con Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica firmata nello stesso giorno della Rerum Novarum di Leone XIII (15 maggio 1891), manda a dire qualcosa anche al Peter Thiel di Palantir (quello per cui l’Anticristo è che si oppone al progresso e rallenta tutto): non solo e non tanto una riflessione sull’intelligenza artificiale ma più in generale sullo sfruttamento invisibile e la ‘custodia’ contrapposta alla ‘sorveglianza’.   Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices



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