Il giorno in cui Nicoletta Manni è stata nominata étoile della Scala, Giorgio Armani era in teatro discretamente accomodato in un palco di prima fila da dove si è goduto lo spettacolo di vedere prima la sorpresa e poi la gioia sulla faccia della della prima ballerina che, dopo la rappresentazione di Onegin, ha visto salire sul palco il sovrintendente Dominque Meyer e l’allora direttore del ballo Manuel Legris per dare l’annuncio della sua ‘promozione’.
Armani, anzi il signor Armani, era così, “riusciva ad essere presente con tutti, con una eleganza interiore che è un esempio per tutti” spiega lei all’ANSA. Proprio in teatro Nicoletta lo ha conosciuto con la sua “sensibilità, umanità e amore per l’arte” in particolare per la danza, che seguiva con piacere. Per questo come omaggio la Scala ha deciso di dedicargli la serata inaugurale della prossima stagione di danza il 18 dicembre con La bella addormentata nel bosco.
Armani ha spesso partecipato alle inaugurazioni scaligere, a modo suo. Quasi mai è stato presente il 7 dicembre (memorabile l’ingresso con Sophia Loren nel 2004, anno in cui si celebrava la riapertura del Piermarini dopo il restauro, e nel 2021, anno in cui è diventato socio fondatore) preferendo serate meno mondane, ma ha comunque vestito tante personalità e inviato ospiti, da Pedro Almodovar a Luca Argentero, a Gianmarco Tamberi, a, appunto, Sophia Loren. E si è per alcuni anni incaricato delle decorazioni floreali. Spesso hanno vestito Armani i primi ballerini della Scala.
Ma il vestito più importante che Nicoletta ha ricevuto da lui è un altro. “Ci ha donato gli abiti del matrimonio” ha ricordato, vestendo lei con un avvolgente abito dalle spalline sottili e il marito, il primo ballerino Timofej Andrijashenko. con un classico smoking. “È stato sempre presente nei momenti più importanti riuscendo a starci vicino anche da lontano – ha ricordato -. Non siamo dei veri testimonial ma parte di una famiglia che ci ha accolto”.
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