Lettera del tycoon a Vance, ‘ecco cosa fare se mi uccidono’ – Notizie – Ansa.it

Lettera del tycoon a Vance, ‘ecco cosa fare se mi uccidono’ – Notizie – Ansa.it


Una lettera nel cassetto della scrivania dello Studio Ovale, dove tradizionalmente il presidente uscente lascia un messaggio d’auguri al suo successore, con le indicazioni su come procedere in caso di morte di Donald Trump. L’ha lasciata il tycoon al suo numero due, Jd Vance, stando a quanto rivelato dal capo dell’antiterrorismo dell’amministrazione americana, Sebastian Gorka, in una puntata del podcast ‘Pod Force One’, trasmessa alla vigilia dello storico viaggio in Cina.

“C’è una lettera nel cassetto del Resolute Desk, indirizzata al vice presidente, nel caso in cui dovesse accadergli qualcosa”, ha dichiarato l’alto funzionario, precisando però di non poter rendere pubblici i contenuti della missiva. “Abbiamo dei protocolli, credetemi. Non sono protocolli di cui posso discutere, ma ne abbiamo”. Gorka ha anche sottolineato che tale pianificazione rientra in una strategia di “proiezione di forza verso avversari come Cina, Iran e Russia”. Vance è il primo in linea di successione qualora Trump dovesse venire a mancare per morte naturale, essere ucciso o lasciare la Casa Bianca per altri motivi. Seguono lo speaker della Camera, attualmente Mike Johnson, e il presidente del Senato, ruolo ricoperto anch’esso da Vance.

A gennaio il tycoon, già scampato a due attentati, aveva rivelato di aver lasciato “istruzioni molto precise” su come “far saltare l’Iran” qualora Teheran lo assassinasse. Tuttavia, non aveva menzionato nessuna lettera per Vance nella scrivania dello Studio Ovale. “Ho lasciato un messaggio. Se mai dovesse mi dovesse accadere qualcosa, faremo saltare in aria l’Iran”, aveva detto a NewsNation. Qualche mese dopo, alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il terzo tentato omicidio. Nel frattempo, tante speculazioni sulle condizioni di salute del 79enne commander-in-chief: dalle caviglie gonfie ai lividi sulle mani agli improvvisi attacchi di sonno.

E con la notizia della lettera a Vance sono rispuntate anche le torie complottiste sul tycoon, questa volta con un colpo di scena dell’opinionista di destra Joe Rogan. In una puntata del suo seguitissimo podcast, infatti, il conduttore ha sostenuto che Trump potrebbe essere nel mirino delle grandi compagnie petrolifere per i suoi tentativi di abbassare il prezzo della benzina. Rogan ha accusato Big oil di truffa, sostenendo che i grandi gruppi vendono al miglior offerente internazionale mantenendo così alti i prezzi del carburante negli Stati Uniti.

E poi ha vaticinato la morte di Trump: “Lo faranno fuori…non puoi fotterli con i soldi del petrolio. E Jd Vance si ritroverà a piangere in tv”.
   

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