L’Idf: attacchi contro Hamas, miliziani armati sono usciti dai tunnel – Medio Oriente – Ansa.it

L’Idf: attacchi contro Hamas, miliziani armati sono usciti dai tunnel – Medio Oriente – Ansa.it


Le forze israeliane hanno ucciso almeno otto palestinesi in nuovi attacchi a Gaza, secondo fonti mediche: è quanto scrive Al-Jazeera che parla di “ennesima violazione del cessate il fuoco mediato dagli Usa a ottobre”. Quattro delle vittime sono state uccise nella città meridionale di Khan Younis, ha riferito una fonte dell’ospedale Nasser. L’attacco è avvenuto oltre la cosiddetta ‘Linea Gialla’.

Secondo l’agenzia di protezione civile di Gaza gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 11 persone dall’alba di oggi, mentre un funzionario militare ha affermato che gli attacchi sono stati effettuati in risposta alle violazioni del cessate il fuoco. L’agenzia, che opera come forza di soccorso sotto le autorità di Hamas, ha affermato che un attacco ha colpito una tenda di sfollati nel nord di Gaza e un altro ha preso di mira un’area nel sud di Gaza.

“Nelle ultime ore, l’Idf ha condotto attacchi contro Hamas dopo che ieri nell’area di Beit Hanoun diversi miliziani armati si sono nascosti vicino alle macerie a est della Linea Gialla, in prossimità delle truppe, dopo essere usciti da infrastrutture sotterranee”. Lo riferisce il portavoce militare sottolineando che “l’attraversamento della Linea Gialla vicino all’esercito, mentre si è armati, costituisce una violazione della tregua e dimostra come Hamas viola l’accordo per colpire le truppe”. “Gli attacchi vengono condotti contro obiettivi di Hamas in modo mirato, nel rispetto dei principi del diritto internazionale”. 

Ospedale Nasser intima a Msf, ‘ritiri dichiarazione su armi nella struttura’

L’ospedale Nasser di Gaza accusa Medici Senza Frontiere (Msf) di “favorire la creazione di consenso” per possibili attacchi contro la struttura nel sud della Striscia, dopo che l’organizzazione ha annunciato la sospensione delle attività non essenziali a causa della “presenza di uomini armati e di sospetti trasferimenti di armi”. L’ospedale di Khan Yunis ha dichiarato che vi saranno “conseguenze prevedibili e gravi” se Msf non ritirerà la propria dichiarazione. Nel comunicato stampa in lingua inglese diffuso tramite il ministero della Sanità di Hamas, l’ospedale sostiene che la presenza di uomini armati sarebbe finalizzata a “garantire la sicurezza del personale e dei pazienti”. 

L’ex ostaggio Arbel, ‘aggredita sessualmente quasi ogni giorno, da uomini diversi’

L’ex ostaggio Arbel Yehoud, prigioniera a Gaza per 482 giorni e rilasciata durante l’accordo di gennaio 2025, ha raccontato in un’intervista al Daily Mail di essere stata aggredita sessualmente “quasi ogni singolo giorno durante la prigionia, da uomini diversi” e di aver tentato il suicidio più volte mentre era in cattività. Ha detto di non voler entrare nei dettagli ma ha affermato che erano così gravi e ripetuti da farle desiderare di togliersi la vita. “Ho provato a togliermi la vita tre volte”, ha affermato Yehoud, “sentivo di non farcela ad andare avanti. Ci sono stati momenti in cui ho pensato che fosse l’unica via d’uscita”.

Le immagini di Yehoud al momento della liberazione a Gaza, terrorizzata mentre viene portata verso il palco da uomini di Hamas a viso coperto, stretta tra la calca che premeva tutt’intorno, fecero il giro del mondo. Arbel Yehoud fu rapita dai miliziani della Jihad islamica palestinese insieme con il fidanzato Ariel Cuni dalla loro casa nel kibbutz Nir Oz e sono stati tenuti in ostaggio separatamente. Cunio è stato rilasciato nell’ottobre 2025, dopo 738 giorni di prigionia. Yehoud ha descritto le sue emozioni e i ricordi del periodo trascorso a Gaza come una valigia chiusa, riferendosi alla difficoltà di parlare apertamente dei traumi subiti con il fidanzato: “Non siamo ancora arrivati ;;a quel punto. Cercheremo di avvicinarci alla vita che avevamo prima del 7 ottobre, con la chiara consapevolezza che non potrà mai essere la stessa. Ma cerchiamo di avvicinarci a essa: una vita semplice e modesta, una casa che sia nostra, in cui possiamo crescere una famiglia. Posso stare qui seduta per ore a piangere, ed è difficile, ma alla fine… sono qui”, ha detto. 

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