Sale l’inflazione a marzo: secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).
La risalita è “dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%)” e “degli Alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%), mentre un effetto di contenimento si deve al rallentamento dei prezzi di alcune tipologie di servizi, in particolare quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%)”, scrive l’Istat.
A marzo la crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, ovvero dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è pari a +2,2% (da +2% di febbraio). Nello stesso mese l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).
Le stime flash di Eurostat riportano che l’inflazione annuale dell’area dell’euro sarà del 2,5% a marzo 2026, in aumento rispetto all’1,9% di febbraio. A trainare l’aumento dei tassi il boom dei costi dell’energia causato dalla guerra in Iran.
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