Secondo le stime preliminari, nel mese di dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente) tornando al livello di ottobre.
“Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1%)” commenta l’Istat. A dicembre l’indice dei prezzi torna positivo, dopo i cali di settembre, ottobre e novembre.
L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2% nell’anno precedente) e del 2% (+2,1% nel 2024).
La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), in parte attenuata dalla diminuzione di quelli degli Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e dal rallentamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,7%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi di altri aggregati, tra cui quello degli Energetici regolamentati (-0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%).
Nel mese di dicembre l’ “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,7% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,7% a +1,9%). Nella media del 2025, la variazione tendenziale dell’indice armonizzato è pari a +1,7% (+1,1% nel 2024).
A dicembre si accentua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il cosiddetto “carrello della spesa” passa da +1,5% di novembre a +2,2%. Mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto passano da +2% a +2,2%.
Secondo la stima ‘flash’ di Eurostat l’inflazione annua nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi al 2% a dicembre 2025, in calo rispetto al 2,1% di novembre. Considerando le principali componenti, si prevede che i servizi registreranno il tasso annuo più elevato a dicembre (3,4%, rispetto al 3,5% di novembre), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,6%, rispetto al 2,4% di novembre), beni industriali non energetici (0,4%, rispetto allo 0,5% di novembre) ed energia (-1,9%, rispetto allo -0,5% di novembre).
Aumenta il potere d’acquisto, propensione al risparmio ai massimi dal 2009
Aumentano nel terzo trimestre del 2025 il potere d’acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009. E’ quanto rileva l’Istat sottolineando che la spesa per consumi finali rimane però debole.
In dettaglio, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. La propensione al risparmio è stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto è infine cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%.
Nel terzo trimestre, la quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,3%, è diminuita di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, specifica ancora l’Istat, si attesta al 22,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Eurostat cambia l’indice dell’inflazione, dal 2026 inclusi i giochi d’azzardo
L’istituto statistico europeo Eurostat ha annunciato modifiche metodologiche imminenti all’Indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca/Hcip), la misura con cui stima e confronta l’inflazione al consumo nei Paesi dell’Unione europea.
Dal 4 febbraio 2026 l’indice sarà compilato con la nuova Classificazione europea dei consumi individuali per finalità (Ecoicop v2), allineata alla Classificazione dei consumi individuali per finalità delle Nazioni Unite (Coicop Onu 2018). Ai fini statistici l’anno 2025 diventerà l’anno base dell’indice, fissato convenzionalmente a 100.
Tra le novità, i giochi d’azzardo verranno inclusi nell’Ipca sotto i servizi ricreativi, nella divisione ‘Ricreazione, sport e cultura’. Fino ad ora non erano coperti per la mancanza di sufficiente armonizzazione metodologica, superata dalle raccomandazioni pubblicate a dicembre 2024.
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