L’Inter non perde un colpo, tiene a bada la Cremonese senza esagerare e vola a +8 in attesa del posticipo di martedì del Milan a Bologna. E’ un momento d’oro per la squadra di Chivu, prima italiana nella classifica Champions e reduce dal successo di Dortmund. La Cremonese è un ostacolo fragile che viene archiviato in mezz’ora con un colpo di testa di Lautaro, poi Audero è complice del raddoppio di Zielinski, con una grande conclusione dalla distanza. A cercare di sgambettare la capolista sono i suoi tifosi, con un petardo che scoppia nella ripresa a due passi da Audero che si riprende alla svelta. Lautaro arriva a 170 gol, uno in meno di Boninsegna, terzo nella classifica dei goleador nerazzurri.
Alle spalle, in attesa di Milan e Roma, la Juventus ne approfitta. I bianconeri dominano e calano un poker a Parma, vincendo per 4-1. Fa tutto la “vecchia signora”: doppietta di Bremer, un’autorete di Cambiaso e i gol di McKennie e David (per il canadese la quarta marcatura negli ultimi cinque match di campionato).
Aspettando i giallorossi, impegnati domani a Udine, la Juve si riprende il quarto posto, a meno uno dal Napoli terzo. Per i crociati di Cuesta è la seconda sconfitta consecutiva con quattro reti subite: classifica ferma a 23 punti, sei in più della zona retrocessione. Quarta vittoria nelle ultime 5 gare in serie A, invece, per i bianconeri. Dall’arrivo di Luciano Spalletti (14 partite) hanno raccolto 30 punti, meglio ha fatto solo l’Inter (37). Le avversarie sono avvisate.
Nella volata per il quarto posto il Como frena con l’Atalanta non sfruttando la superiorità numerica per 83′ per un rosso allo sconsiderato Ahanor che cade nella trappola della provocazione di Perrone. Ma i lariani gettano al vento una caterva di occasioni anche per le prodezze di Carnesecchi che nel recupero ipnotizza Nico Paz che su rigore getta al vento due punti. Prova a rientrare nella corsa all’Europa la Lazio che supera un momento di profonda crisi conquistando il successo col Genoa.
Tre punti d’oro, in una contingenza di grande precarietà, anche per il Torino che batte il Lecce dopo quattro ko di fila, salva la panchina di Baroni e si riporta in una zona di centrocampo più rassicurante. E i pugliesi restano a battagliare per evitare il terzultimo posto con la Fiorentina, che non riesce a risollevarsi. Alle loro spalle sembrano precipitare senza freni verso la retrocessione Pisa e Verona. Gilardino e’ stato esonerato dopo il ko con il Sassuolo, mentre il club veneto si e’ preso una pausa di riflessione prima di decidere su Zanetti.
L’Inter fa il suo compitino diligente, ma ci mette impegno, qualità e concede poco e niente alla Cremonese che non vince da dieci turni. Manca mezza squadra a Chivu ma non se ne accorge nessuno perché la rosa è forte e collaudata: il solito assist di Dimarco, il solito gol di Lautaro, 13/o in serie A, schiodano la partita che i nerazzurri aggrediscono con intensità, ma dopo la sventola di Zielinski che Audero non riesce a intercettare la gara si mette sul binario che più piace agli ospiti. Sommer esce bene e spazza anticipando Vardy lanciato a rete prima del raddoppio, e nella ripresa la partita perde mordente. Chivu fa riposare molti titolari e quelli che entrano fanno il loro dovere. La Cremonese non è più quella della prime giornate, ma il margine di sicurezza sulla zona retrocessione è ancora accettabile. Nelle ultime nove partite non ha mai segnato, se non al Cagliari. Stavolta prende un palo con Zerbin ma l’Inter chiude l’incontro senza rischiare più nulla.
Si attendeva una girandola di emozioni nel derby lombardo tra due formazioni propositive, in grande forma e in corsa per l’Europa. Ma il rosso ad Ahanor costringe l’Atalanta ad una gara di puro contenimento che conduce con diligenza e un po’ di fortuna. Il Como gioca come meglio sa fare: manovre spigliate, giocate di prima, inserimenti ficcanti, ma le conclusioni sono tante ma sbagliate, vanificate da Scalvini e soprattutto da Carnesecchi. Ci provano tutti: da Douvikas a Baturina, da Ramon a Morata, ma la porta è stregata. I bergamaschi soffrono tanto ma chiudono i varchi e portano a casa un pareggio che somiglia a una vittoria, come ammette Palladino. L’emozione finale è la ciliegina sulla torta di Carnesecchi che para un rigore di Nico Paz, al terzo errore dal dischetto. Le ambizioni delle due squadre rimangono intatte ma è il Como a mordersi le mani.
Atmosfera cupa a Torino con la curva Maratona assente per protesta col presidente Cairo. Il Lecce attacca ma non punge, col suo attacco evanescente, ultima della categoria, e il Torino sembra bloccato dalla tensione. Poi una giocata d’autore di Vlasic porta al vantaggio di Adams, i granata prendono coraggio, ma alla fine si chiudono a riccio a portano a casa una vittoria che stempera le tensione. Per il Lecce un nuovo passo falso e la prospettiva di lunghi mesi di sofferenza per agguantare la salvezza.
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