L’Iran avverte il mondo, missili su una base nell’Oceano Indiano. L’Idf: ‘Teheran può colpire anche Roma e Parigi’ – Notizie – Ansa.it

L’Iran avverte il mondo, missili su una base nell’Oceano Indiano. L’Idf: ‘Teheran può colpire anche Roma e Parigi’ – Notizie – Ansa.it


Le sirene antiaeree suonano su Diego Garcia, ma fanno eco in tutto il mondo occidentale. Perché prendendo di mira l’importante base anglo-americana sull’isola dell’Oceano Indiano – seppure in un attacco fallito – Teheran ha dato dimostrazione di poter minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri dal proprio territorio. Un raggio d’azione che tocca buona parte dell’Europa, Italia compresa, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir: “Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta”, ha affermato. Il raid invia il messaggio che la Repubblica islamica è tutt’altro che sconfitta. E che il Vecchio Continente non è immune alla guerra, se si schiera a favore dell’offensiva che intanto prosegue fino a toccare l’impianto nucleare iraniano di Natanz. “Preso di mira” – ha denunciato l’agenzia atomica iraniana – dai “criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti” e Israele, senza tuttavia causare perdite radioattive. In risposta, l’Iran ha colpito con un missile Dimona, città nel deserto del Negev israeliano che ospita un impianto nucleare, provocando almeno 39 feriti tra cui un bambino di 10 anni. A Natanz “non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito”, ha affermato l’Aiea in un comunicato in cui ribadisce l’appello alla moderazione. 

Una parola ormai estranea in una terra dove da quasi un mese si consuma l’ennesimo conflitto che non accenna a rallentare. Nonostante le parole di Donald Trump secondo cui è pronto a valutare “un ridimensionamento dell’operazione” contro la Repubblica Islamica, mentre intanto invia migliaia di nuove truppe in Medio Oriente. Teheran ha risposto all’escalation lanciando due missili balistici a raggio intermedio contro la base di Diego Garcia, un importante snodo strategico per le forze statunitensi in quanto ospita bombardieri, sottomarini nucleari e cacciatorpediniere lanciamissili. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l’altro, secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal.

“Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti”, ha rivendicato più tardi l’agenzia iraniana Mehr confermando l’attacco. Il fatto che l’Iran abbia preso di mira l’isola suggerisce infatti che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato dai Paesi occidentali e affermato dagli stessi iraniani. E se solo il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato la volontà di Teheran di limitare deliberatamente la gittata dei propri missili a 2.000 km – evitando così di poter raggiungere l’Europa – sembra che questo proposito sia ormai decaduto. Uno sviluppo che parla in particolare al Regno Unito e alla sua decisione di mettere a disposizione le basi per gli attacchi Usa agli obiettivi iraniani che minacciano Hormuz. “La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra” e “ignorando il proprio popolo, Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche”, ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi assicurando che Teheran “eserciterà il suo diritto all’autodifesa”.

La tensione sullo stretto resta alta: alle minacce iraniane, gli Stati Uniti hanno risposto annunciando che la capacità di Teheran di minacciare il passaggio di mare, chiave per i traffici merci ed energetici, è stata “indebolita” grazie al bombardamento, avvenuto questa settimana, di una struttura sotterranea dove erano stoccati missili da crociera e altre armi. “Non solo abbiamo distrutto la struttura, ma anche siti di supporto all’intelligence e ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi”, ha rivendicato il comandante del Centcom statunitense Brad Cooper. Con il G7 che torna a chiedere a Teheran di fermare gli attacchi nel Golfo, invitando alla de-escalation. Ma il blocco dello stretto resta mentre il conflitto prosegue ed entra nella sua quarta settimana nei giorni in cui l’Iran celebra la fine del Ramadan e il Nowruz, il Capodanno persiano. Appuntamenti vissuti senza la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, assente dal tradizionale impegno a guidare le preghiere dell’Eid al-Fitr, mentre le intelligence di Stati Uniti e Israele sono convinte che sia vivo, ma si interrogano se sia davvero lui a impartire ordini nel Paese. Intanto, al posto di Khamenei, il capo della magistratura, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha partecipato alle preghiere nella grande moschea Imam Khomeini, nel centro di Teheran, che era gremita di fedeli che affollavano le strade circostanti.

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