L’Italia si gioca tutto in Bosnia, Gattuso: ‘Non belli ma concreti’ – Calcio – Ansa.it

L’Italia si gioca tutto in Bosnia, Gattuso: ‘Non belli ma concreti’ – Calcio – Ansa.it


Una notte per risorgere o per affondare. L’Italia si gioca tutto a Zenica, in uno stadio mignon, su un campo zuppo d’acqua, davanti al tifo indiavolato del pubblico bosniaco. Un sogno o un incubo, dipende dai punti di vista. Ma una cosa è certa, “chi gioca al calcio vive per notti così”, sentenzia Rino Gattuso. Non è una partita come le altre per nessuno dei contendenti, non solo perché in tribuna ci saranno il presidente della Uefa Aleksander Čeferin e il fuoriclasse della racchetta Novak Djokovic.


La Bosnia farà la storia in caso di vittoria, l’Italia se sconfitta. Sull’epilogo peggiore, il ct non ne vuole nemmeno sentire parlare. Per lui sarebbe “una mazzata importante. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo”, perché “ancora la testa non ce la siamo spaccata”. Su cosa accadrà se gli azzurri resteranno fuori dal terzo mondiale consecutivo, “il mio pensiero lo tengo dentro di me” e “personalmente ci metto la faccia come ho sempre fatto”.
Sono passati vent’anni da quando il Gattuso giocatore alzò la Coppa del mondo a Berlino. Chi è nato dopo il 9 luglio 2006 ha visto solo un’Italia eliminata al primo turno o ancora prima. Ha visto gli azzurri soccombere alla Svezia e alla Macedonia del Nord. Eppure, il Gattuso allenatore vede un tratto ricorrente tra l’Italia delle vittorie più belle e questa: “Tante volte siamo diventati campioni pur non essendo i più forti”.
La squadra c’è, il ct ne è convinto: “Non saremo bellini, ma andiamo al sodo. Sette mesi fa non eravamo questi – rivendica -.
Soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. Penso che in questi mesi la squadra su questo aspetto di annusare il pericolo, di lavorare in maniera un pochino diversa sia migliorata”. E soprattutto oggi “siamo un gruppo unito”. Gattuso cita Giovanni Di Lorenzo, infortunato, che “è venuto con l’aereo”. Ma anche tutti gli altri che hanno dovuto rinunciare a far parte della spedizione nella notte decisiva. Il pensiero è per i giocatori, “mi auguro veramente di cuore” che ce la facciano, ma “anche se le cose andranno male, gli devo dire solo grazie”.


Gli azzurri sono arrivati nel tardo pomeriggio con un charter, dopo l’allenamento di rifinitura a Coverciano. Il ct non anticipa la formazione, ma le indicazioni della seduta mattutina sembrano riproporre l’undici visto a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, con Retegui e Kean davanti. L’unico contatto col Bilino Polje lo hanno avuto stasera, una camminata veloce dopo la pioggia e la neve dei giorni scorsi.
Non è un prato perfetto, ma Gattuso avverte che non vuole sentire alibi: “Se è brutto per noi è brutto per loro” e comunque “i campi brutti erano dove giocavo l’anno scorso con l’Hajduk”, in Croazia. Glissa sulle polemiche per l’esultanza di Federico Dimarco dopo i rigori tra Galles e Bosnia, “sono stupidaggini, siamo stati un po’ stupidi noi a farci del male da soli, però abbiamo sempre saputo che la Bosnia è una squadra di qualità, fisica, che quando ti viene addosso si fa sentire”.
Per gli avversari, solo parole di grande stima. A partire da Edin Dzeko, che l’hanno scorso ha rischiato di raggiungerlo in Croazia e che stamattina ha invitato i bosniaci ad alzarsi quando domani sera suonerà l’inno italiano: “Un uomo di grandissimi valori”. Ridimensiona il pubblico bollente, “non ho mai visto fare gol ai tifosi”. E poi c’è l’allenatore Sergej Barbarez, che ricorda da attaccante: “So che gli piace il poker e per me è un complimento, sicuramente è un allenatore preparato si fa volere bene e mi piace. Sono sicuro che entra nell’anima dei giocatori. Mi incuriosisce come personaggio, perché secondo me è una persona molto molto intelligente”.
 

   

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