Terremoto a Capitol Hill. Come se non bastasse il caos creato dallo shutdown del dipartimento per la sicurezza interna e l’infuocato dibattito sui poteri di guerra di Donald Trump, il Congresso americano è ritornato dalla pausa di primavera travolto dagli scandali sessuali. Per ora due deputati si sono dimessi, in un evento raro che rischia di mettere in crisi la risicata maggioranza dei repubblicani alla Camera e avere effetti su repubblicani e democratici alle elezioni di midterm.
Il primo ad annunciare l’uscita di scena è stato il democratico Eric Swalwell, qualche ora dopo aver ritirato la sua candidatura a governatore della California. In un post su X nella serata di lunedì il 45enne padre di tre figli, accusato di stupro e molestie sessuali da almeno quattro donne, ha comunicato la sua decisione, continuando tuttavia a rivendicare la sua innocenza. Poco più tardi, il repubblicano del Texas Tony Gonzales ha dichiarato, sempre tramite un post su X, l’intenzione di lasciare il proprio incarico. In questo caso la decisione è arrivata dopo settimane di pressioni da parte del partito, incluso lo speaker della Camera Mike Johnson, in seguito alla sua ammissione di aver avuto una relazione con un’ex collaboratrice poi morta suicida.
Ora entrambi hanno annunciato l’intenzione di lasciare il Congresso per evitare di essere sottoposti alla procedura di espulsione, che richiede comunque i due terzi della House ed è stata attuata solo sei volte nella storia americana. Ma né Swalwell né Gonzales hanno ancora lasciato e la tempistica è significativa, soprattutto in vista di una serie di voti fondamentali che dovranno svolgersi nelle prossime ore: dai finanziamenti al dipartimento per la sicurezza interna, per mettere fine al caos negli aeroporti ai poteri di guerra del presidente americano alle regole di ingaggio per gli agenti dell’Ice. Fino alla dimissioni ufficiali dei due la stretta maggioranza repubblicana di 219 a 214 resta intatta.
Nel frattempo, si guarda già ai nuovi scandali che coinvolgono e rischiano di travolgere due deputati della Florida: la democratica Sheila Cherfilus-McCormick e il repubblicano Cory Mills. La prima è sotto accusa per presunte appropriazioni indebite ad uso personale di 5 milioni di dollari dai fondi per le emergenze della Fema, la protezione civile americana. La dem ha negato ogni addebito ma la commissione etica della Camera ha annunciato il mese scorso di aver accertato 25 dei 27 capi d’accusa e di aver fissato un’udienza per il 21 aprile al fine di stabilire quali sanzioni sia opportuno adottare nei suoi confronti. Anche il repubblicano Mills è sotto indagine da parte della commissione per stabilire se abbia violato le leggi sul finanziamento delle campagne elettorali, ricevuto favori speciali in virtù della sua carica, fatto un uso improprio delle risorse congressuali e, soprattutto, abbia avuto comportamenti violenti neo confronti di due ex fidanzate che lo hanno denunciato.
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