Louis Dassilva l’ha definita “la rinascita della giustizia”, la sentenza con la quale la Corte d’Assise di Rimini l’ha assolto per l’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino. Difeso dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, quando ha capito che sarebbe stato subito scarcerato, ha guardato il cielo con le lacrime agli occhi. Poi ha abbracciato l’avvocato Guidi mentre l’aula Falcone e Borsellino si scioglieva in un applauso.
Un abbraccio fotografato dai reporter diventato una foto simbolo di una battaglia giudiziaria iniziata il 16 luglio del 2024, con l’arresto del 35enne senegalese, vicino di casa della vittima. “La Corte di assise di Rimini visti gli atti del procedimento, visto l’articolo 530 comma due assolve Louis Dassilva per non aver commesso il fatto”. Sono le 2.30, nel cuore della notte, è la fine di una giornata interminabile iniziata alle 9.30 con le repliche del pm Daniele Paci e le controrepliche dei difensori. Alle 10.15 la Corte d’assise, composta da due giudici togati e sei popolari, si è ritirata in camera di consiglio, uscendone oltre 15 ore dopo, davanti a un’aula col fiato sospeso. La moglie di Louis, Valeria Bartolucci, affiancata dalla sua avvocata Chiara Rinaldi, ha avuto parole di ringraziamento per tutti e ha abbracciato l’avvocato Fabbri.
“Spero che la verità trionfi perché la signora Pierina merita giustizia e merita che vada in carcere la persona o le persone che l’hanno uccisa”, aveva detto Valeria, prima che l’ultima udienza del processo al marito iniziasse. “Fiducia nella giustizia ritrovata”, ha detto quando oramai alle 4 del mattino si è stretta a Luis all’uscita del carcere dei “Casetti” di Rimini. Canottiera bianca, pantaloncini corti e borse della spesa piene di effetti personali, Dassilva è stato accolto da tante persone che in questi mesi hanno seguito il processo. Telecamere, flash e selfie per l’uomo che ha rischiato l’ergastolo. Liberato, è stato applaudito e abbracciato con affetto dai tanti, tra cui moltissime donne, che hanno raggiunto il carcere. “Grande Louis. Siamo con te, ti riprenderai”
Pierina Paganelli e Louis Dassilva
. “È la rinascita della giustizia”, ha ribadito Dassilva sorridendo, poi è salito in auto con gli avvocati che per lui hanno approntato quasi una cintura di sicurezza. “Ma sono davvero libero?”, ha chiesto a Fabbri e Guidi dopo aver mangiato un primo piatto e una pizza, quando oramai a Rimini albeggiava. “In via del Ciclamino non tornerò più, non è sano, ma voglio lavorare”, ha detto. E oggi appena gli sarà possibile chiamerà la famiglia in Senegal. Per il momento Valeria non è con lui. Louis Dassilva è ospite in una struttura alberghiera, vicino ha solo i legali che domani alle 15 incontreranno la stampa per fare il punto sulla situazione. “Ora dobbiamo mettere a posto i suoi documenti, il permesso di soggiorno che è scaduto e deve iniziare a lavorare. Poi si vedrà.
Louis Dassilva comunque non può essere espulso dall’Italia”, ha precisato Guidi. Ben altro clima, invece, tra i familiari di Pierina. “La sentenza della Corte d’assise va ovviamente rispettata, seppur non condivisa in ragione delle risultanze sia dell’indagine che del dibattimento. Attendiamo, ovviamente, il deposito delle motivazioni per meglio comprendere il ragionamento che vi è alla base”. hanno scritto in una breve nota gli avvocati Monica e Marco Lunedei, e Alfredo Andrea Scifo, difensori dei figli della donna. Giuliano, Chiara e Giacomo Saponi sono rimasti fermi e impietriti, poi hanno lasciato l’aula in silenzio con le lacrime agli occhi. Intanto è sicuro che la Procura della Repubblica presenterà appello contro la sentenza, una volta trascorsi i 90 giorni per il deposito delle motivazioni.
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