L’ultimo atto, l’accensione dei bracieri  – Foto – Ansa.it

L’ultimo atto, l’accensione dei bracieri  – Foto – Ansa.it


Dalla Grecia fino a Milano e a Cortina. Con l’accensione dei bracieri olimpici iniziano ufficialmente i XXV Giochi Invernali. Dopo un viaggio di 63 giorni lungo tutta l’Italia, il sacro fuoco, partito da Olimpia, ha finito il suo tragitto. Un momento iconico, dopo la cerimonia inaugurale a San Siro, che si è sdoppiato, in linea con questa edizione delle Olimpiadi, le prime diffuse su più territori. Sono infatti due i bracieri olimpici accesi, uno all’Arco della Pace di Milano e uno in piazza Dibona, a Cortina.

 

Il loro design è un omaggio al sole e richiama il genio di Leonardo da Vinci attraverso i suoi celebri ‘nodi’, intrecci geometrici che simboleggiano l’armonia tra natura e ingegno umano, pensati anche per ricreare il legame con Milano, città simbolo di creatività e innovazione. Per la prima volta dopo una cerimonia inaugurale, la Fiamma, che è arrivata a San Siro sulle note di ‘Nessun dorma’ cantata da Bocelli e accompagnata da due icone del Milan e dell’Inter, Franco Baresi e Beppe Bergomi e dalla campionesse olimpiche della pallavolo italiana, è stata accesa fuori dallo stadio. Nel capoluogo lombardo gli ultimi due tedofori sono stati le leggende Alberto Tomba, uno dei protagonisti dello sci alpino tre volte medaglia d’oro olimpica, e Deborah Compagnoni, la prima atleta ad aver vinto un oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici nella storia dello sci alpino.

 

A Cortina, invece, sono stati scelti Sofia Goggia, medaglia d’oro nella discesa libera a Pyeongchang nel 2018 e a caccia di successi anche in questi Giochi, e Gustavo Thoeni, campione olimpico nello slalom speciale a Sapporo 1972.



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