Macron attacca Trump: ‘Si allontana dagli alleati, basta neocolonialismo’ – Europa – Ansa.it

Macron attacca Trump: ‘Si allontana dagli alleati, basta neocolonialismo’ – Europa – Ansa.it


È un’accusa e una denuncia quella di Emmanuel Macron, che cerca ancora una volta di porsi come paladino dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump, del loro “nuovo colonialismo e nuovo imperialismo” nelle relazioni internazionali.

Il presidente francese ha attaccato la politica estera americana davanti a una platea speciale, quella degli ambasciatori di Francia riuniti – come di consueto – ad ogni inizio di anno nuovo. Ed ha preso ancora più le distanze da un’America che “si sta gradualmente allontanando” dagli alleati europei e “si svincolano dalle regole internazionali”. Gli Stati Uniti – per il capo dell’Eliseo – sono preda di “un’aggressività neocoloniale”.

La settimana scorsa, Emmanuel Macron era stato accusato di non aver condannato, in una prima reazione, l’operazione di Trump in Venezuela, in particolare sotto l’aspetto del rispetto delle regole internazionali. E appena due giorni fa, all’Eliseo, aveva esaltato “la giornata storica” della condivisione – per la prima volta con la presenza degli emissari speciali di Trump, Witkoff e Kushner – di una dichiarazione congiunta con la Coalizione dei Volenterosi, sull’Ucraina e le garanzie di sicurezza nei confronti di Mosca.

Oggi, ai rappresentanti della diplomazia americana nel mondo riuniti all’Eliseo, si è fatto paladino dell’Europa lanciando l’appello ad un “multilateralismo efficace” di fronte a un mondo che perde la bussola, “che si sta disgregando”. 

Video Macron: ‘Rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo’

 

Più volte, nel suo lungo discorso, Macron ha fatto riferimento alla presidenza francese del G7 che comincia, esortando le grandi potenze mondiali ad unirsi con i “grandi emergenti” del BRICS e non ad opporsi a queste nuovi giganti in crescita, per riformare la governance mondiale e l’Onu.

“Respingiamo il nuovo colonialismo ma anche la riduzione al vassallaggio e il disfattismo”, ha esclamato il presidente francese nel Salone delle Feste del palazzo presidenziale: “Quello che siamo riusciti a fare per la Francia e in Europa è andato nella giusta direzione – ha rivendicato – maggiore autonomia strategica, meno dipendenza nei confronti degli Stati Uniti e della Cina”.

Il presidente francese non ha perso l’occasione dell’attualità più stringente e drammatica di questi giorni, fra l’operazione Usa in Venezuela con la cattura di Nicolas Maduro e le mire proclamate di Trump sulla Groenlandia: “Ci troviamo in un mondo di grandi potenze – ha lamentato – che ha la tentazione concreta di spartirsi il mondo”.

Stati Uniti che la Francia stenta a riconoscere, che “si allontanano gradualmente da alcuni alleati e si svincolano dalle regole internazionali che ancora di recente sostenevano”, in preda ad un'”aggressività neocoloniale”.

Ai suoi diplomatici che da domani torneranno nelle loro sedi in tutto il pianeta per rappresentare la Francia, ha raccomandato di non limitarsi ad essere “i commentatori” di quello “che fanno tutti gli altri”, “gli spettatori di quello che si sta sbriciolando” (un’accusa alla politica estera francese di cui nei giorni scorsi si era fatto portavoce l’ex primo ministro Edouard Philippe). Al contrario!” – ha esclamato – “non siamo lì per commentare, ma per agire!”.

 

Da Berlino, qualche ora prima, era arrivato il grido allarmato del presidente federale tedesco, Frank-Walter Steinmeier, secondo il quale “bisogna impedire che il mondo si trasformi in un covo di briganti, in cui i più spietati si prendono ciò che vogliono”.

Denunciando la deriva in cui “regioni e interi paesi vengono trattati come proprietà di poche grandi potenze, in cui si cerca di emarginare dalla storia anche gli Stati di medie dimensioni, tra cui il nostro”, il presidente tedesco si è riferito all’invasione russa in Ucraina. “Ma – ha aggiunto – c’è anche la distruzione dei valori da parte del nostro partner più importante, gli Stati Uniti”.

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