Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva – Notizie – Ansa.it

Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva – Notizie – Ansa.it


C’è l’ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni del Cuneese, condannato per avere ucciso due rapinatori ed averne ferito un altro il 28 aprile 2021. Lo ha emesso la Procura di Asti alle 12.45, a firma del procuratore Biagio Mazzeo.

Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione.

Si attende ora che il negoziante vada a costituirsi in carcere.

Dante, il fratello del gioielliere di Gallo di Grinzane, ha spiegato che la sentenza “ha certamente provato mio fratello, ma è sempre resiliente. Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente”. “Il suo ultimo video, trasmesso anche in tv, riassume tutto”. Nel filmato, diffuso dopo la sentenza, aveva esordito così: “È finita, sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari”.

Ultimi minuti che, almeno per ora, si sono allungati, mentre la sua vicenda diventa sempre più un caso politico. Sono tornati a commentare la sentenza, intanto, anche gli avvocati Marcolini e Rovani. “Siamo profondamente delusi. Ci aspettavamo sicuramente che finisse in modo diverso – hanno dichiarato -. Siamo giuristi e attendiamo le motivazioni. Ma soprattutto si apre la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo stesso Mario ci ha chiesto di non abbandonare: è solo una battaglia persa, per una guerra di giustizia da continuare”.

La comunità di Grinzane non gli sta facendo comunque mancare la solidarietà, parlando per bocca del sindaco Gianfranco Garau. “Una condanna troppo pesante per una persona di 72 anni che è sempre stata corretta, laboriosa e onesta”, ha spiegato il primo cittadino, aggiungendo che “la famiglia di Mario è una famiglia onesta, che ha sempre lavorato con grande volontà e che oggi si trova a dover pagare un prezzo troppo caro per questa vicenda”.

Roggero patteggiò per minacce con la pistola al fidanzato della figlia

Mario Roggero patteggiò nel 2007 una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa di 2.280 euro, per un episodio avvenuto il 17 dicembre 2005, quando si rese responsabile di ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma nei confronti del fidanzato della figlia. La vicenda emerge dagli atti della sentenza della Corte d’Assise di Asti, che aveva condannato il gioielliere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria nell’aprile 2021.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quella sera Roggero era stato chiamato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Tra i due giovani era scoppiata una lite, durante la quale il ragazzo aveva schiaffeggiato la ragazza. Rientrato a casa, il giovane aveva sentito suonare il citofono. Sentito dal pubblico ministero, aveva riferito che Roggero lo aveva insultato, chiamandolo “bastardo”, spintonato e colpito con pugni al volto. Quando erano arrivati i genitori del ragazzo, il gioielliere avrebbe estratto una pistola, minacciando tutti e tre, che erano stati costretti a chiudere il cancello che separava l’ingresso dell’abitazione dal cortile. La vicenda si concluse con denunce reciproche e, nel 2007, con il patteggiamento di Roggero davanti al Tribunale di Alba. L’episodio del 2005 è richiamato anche nelle motivazioni della sentenza della Corte d’appello di Torino, confermata dalla Cassazione, che ha condannato definitivamente Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Nelle motivazioni, i giudici ricordano inoltre che Roggero era “affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015”. Secondo quanto riportato negli atti, era convinto “di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito a seguito di quella rapina”, osservando inoltre che “la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato”, con riferimento proprio alla vicenda del 2005.

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